L’azzardo e la vendetta. Propellenti di emozioni, che lunedì sera hanno creato un vero e proprio assembramento su Rai1. Sette milioni – cifra record – per i pacchi di Stefano Di Martino, quasi sei per la seconda tappa del Conte di Montecristo – di questi tempi, un rarissimo caso di fiction che aumenta il proprio pubblico al secondo appuntamento. Significa colpire nel segno e riuscirci mettendo in bella copia televisiva lo storico romanzo dumasiano, sul quale da sempre anche chi voleva accanirsi ha dovuto infine levarsi il cappello (chapeau) di fronte a quella scrittura e struttura, implacabili e attrattive. Lo sforzo produttivo è europeo a largo raggio, Bille August in regia, Sandro Petraglia, con Greg Latter, in sceneggiatura, si naviga tra Francia e Italia, che fornisce una notevole pattuglia di ruoli - Lino Guanciale, Michele Riondino, Gabriella Pession e il giovane Nicolas Maupas - e perfino Jeremy Irons, il Faria che scava tunnel in prigione, sbaglia direzione ma così facendo ris…
L’azzardo e la vendetta. Propellenti di emozioni, che lunedì sera hanno creato un vero e proprio assembramento su Rai1. Sette milioni – cifra record – per i pacchi di Stefano Di Martino, quasi sei per la seconda tappa del Conte di Montecristo – di questi tempi, un rarissimo caso di fiction che aumenta il proprio pubblico al secondo appuntamento. Significa colpire nel segno e riuscirci mettendo in bella copia televisiva lo storico romanzo dumasiano, sul quale da sempre anche chi voleva accanirsi ha dovuto infine levarsi il cappello (chapeau) di fronte a quella scrittura e struttura, implacabili e attrattive. Lo sforzo produttivo è europeo a largo raggio, Bille August in regia, Sandro Petraglia, con Greg Latter, in sceneggiatura, si naviga tra Francia e Italia, che fornisce una notevole pattuglia di ruoli - Lino Guanciale, Michele Riondino, Gabriella Pession e il giovane Nicolas Maupas - e perfino Jeremy Irons, il Faria che scava tunnel in prigione, sbaglia direzione ma così facendo riscatta il mondo intero.
E poi lui, il protagonista che è l’inglese Sam Claflin (fatte le debite proporzioni, vale più o meno l’apparizione di Kabir Bedi quella volta) e colpisce durissimo sui sentimenti di popolo televisivo. Il giovane romantico e spaurito dell’avvio, il prigioniero disperato e infine l’eroe della vendetta, appunto, con cipiglio durissimo e senza sconti per i cattivi. Ci si divide nel ritenere da un lato che con il Conte a disposizione è facile rendere una fiction: e chi pensa l’esatto contrario, se la sbagli è la figuraccia del secolo. Non l’hanno sbagliata, la forza delle emozioni basilari che ognuno coltiva è il motore del mondo, e dell’Auditel, e pazienza su quei piccoli dettagli che esulano dalla morale di tutto quanto: per esempio, se coltivi un grandioso piano di vendetta collettiva, diventare stra-ricchi all’improvviso perché ti cade in mano un tesoro è una discreta facilitazione. Ed eventualmente per queste cose ci sono sempre i pacchi di Di Martino.
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-“I buoni propositi che si è prefissato per il 2025?”
-“Non rompere i co****ni agli altri”.
(Paolo Bonolis, Sorrisi e Canzoni)