Mina ha un nome da donna forte e decisa, ma essendo il diminutivo di Gelsomina allora tutto si compensa: e si sfiora la perfezione. Vale anche per il mondo come dovrebbe essere, disegnato anche in questa terza stagione di Mina Settembre – Rai1 la domenica sera – fiction tratta liberamente dai racconti di Maurizio De Giovanni che qui abbandona il crime: o meglio, lo diluisce nel sociale, nelle vicende umane, con Napoli a dare una (grande) mano per tenere insieme tutto quanto. Appunto, la vita e il mondo come li anelano spettatori in gran numero: ci sono i guai, certo, anzi c’è una sorta di catalogo di problematiche, un po’ scolpite nell’esistenza e un po’ moderne (i ragazzi hikikomori, tipo).
Ma c’è un sacco di gente di buona volontà, per quanto piena dei difetti di tutti, che si adopera per risolverli. A guidarli è lei, Mina, di professione assistente sociale, scelta oculata per dispiegare nella trama le debolezze di tu…
Mina ha un nome da donna forte e decisa, ma essendo il diminutivo di Gelsomina allora tutto si compensa: e si sfiora la perfezione. Vale anche per il mondo come dovrebbe essere, disegnato anche in questa terza stagione di Mina Settembre – Rai1 la domenica sera – fiction tratta liberamente dai racconti di Maurizio De Giovanni che qui abbandona il crime: o meglio, lo diluisce nel sociale, nelle vicende umane, con Napoli a dare una (grande) mano per tenere insieme tutto quanto. Appunto, la vita e il mondo come li anelano spettatori in gran numero: ci sono i guai, certo, anzi c’è una sorta di catalogo di problematiche, un po’ scolpite nell’esistenza e un po’ moderne (i ragazzi hikikomori, tipo).
Ma c’è un sacco di gente di buona volontà, per quanto piena dei difetti di tutti, che si adopera per risolverli. A guidarli è lei, Mina, di professione assistente sociale, scelta oculata per dispiegare nella trama le debolezze di tutti, il riscatto, il fatto che ogni giornata ha la sua montagna da scalare ma ci si arma di pazienza e decisione, e si va in battaglia. Serena Rossi nel ruolo principale è quasi un'eroina ottocentesca adattata ai tempi, il registro di scrittura tra leggero divertimento, leggera commozione, leggera apprensione, è ideale: e la scelta del temibile slot settimanale della domenica sera – quando tutti sono un po’ tristi e ansiosi - è l’ideale, con quella che tutto sommato è una favola e non c’è niente di male, anzi.
In giro, il vocabolo che più si spende per i personaggi è “empatia”, e ci siamo – c'è anche una Marisa Laurito anch’essa da favola, nel ruolo della zia che si muove a sproposito sempre, fa delle pastiere da sogno e alla fine ha ragione lei.
Ed è la vera serie young-adult di casa nostra – i giovani nei ruoli assegnati sono come li vorremmo tutti, complicati e portatori di rovine possibili, ma buoni dentro e a lieto fine sempre.
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In una intervista a La Verità, Iva Zanicchi racconta di quando a Domenica In venne ipnotizzata da Giucas Casella e, sotto ipnosi, confessò di volere “molto sesso”. E svela l’impensabile verità, appunto: “Era una collaborazione con lui. Adesso si può dire”.