E poi c’è Cattelan. Nel senso dell’Alessandro che si sta preparando al DopoFestival ma intanto prosegue nella frenesia di piccoli programmi, a volte esperimenti, con ospiti suoi pari e tutto per divertirsi senza impegni particolari. Su RaiPlay sbucano da un po’ le puntate di Hot Ones. È un format americano e il nome non si cambia: e nemmeno si cambiano, purtroppo, le alette di pollo che l’ospite di puntata deve ingurgitare mentre chiacchiera con il conduttore. Le alette sono dieci, ognuna è intinta in una salsa a piccantezza progressiva. Esiste una scala apposita (si chiama Scoville): la prima aletta è tipo 2000, l’ultima è due milioni. L’ospite, così come il conduttore, inizia dalla prima e va avanti. Intanto risponde alle domande. Nella versione Usa è successo di tutto, qui si gioca seguendo il vecchio detto per cui in Italia non si farà mai la rivoluzione perché ci conosciamo tutti.
La piccantezza del pollo (due penne all’arrabbiata progressive sarebbero state meglio, le alette indu…
E poi c’è Cattelan. Nel senso dell’Alessandro che si sta preparando al DopoFestival ma intanto prosegue nella frenesia di piccoli programmi, a volte esperimenti, con ospiti suoi pari e tutto per divertirsi senza impegni particolari. Su RaiPlay sbucano da un po’ le puntate di Hot Ones. È un format americano e il nome non si cambia: e nemmeno si cambiano, purtroppo, le alette di pollo che l’ospite di puntata deve ingurgitare mentre chiacchiera con il conduttore. Le alette sono dieci, ognuna è intinta in una salsa a piccantezza progressiva. Esiste una scala apposita (si chiama Scoville): la prima aletta è tipo 2000, l’ultima è due milioni. L’ospite, così come il conduttore, inizia dalla prima e va avanti. Intanto risponde alle domande. Nella versione Usa è successo di tutto, qui si gioca seguendo il vecchio detto per cui in Italia non si farà mai la rivoluzione perché ci conosciamo tutti.
La piccantezza del pollo (due penne all’arrabbiata progressive sarebbero state meglio, le alette inducono invece alla sensazione: ammazza che zozzeria) dovrebbe essere il propellente per mettere gli ospiti in grande disagio, mentre le domande si fanno più ficcanti. Non succede quasi mai, ma ci si diverte abbastanza comunque: e poi dipende ovviamente dall’ospite stesso (il comico Edoardo Ferrario: “Mi puoi confermare che ho ancora le labbra?”). Quando il malcapitato tenta di lenire l’effetto trangugiando latte da un bicchierone, la reazione di chi guarda è quella di distogliere lo sguardo per non pensarci. La salsa piccante è, anzi vorrebbe essere, l’equivalente dello scomodo sgabello di Belve: ma qui è davvero un’altra storia, molto più light e alla fine, davvero, alla Cattelan.
Sarà un caso, ma proprio l’altra sera a Blob hanno riproposto un momento storico di un paio d’anni fa: Elly Schlein che suona Imagine al pianoforte e Cattelan a cantare. Il mondo perfetto è quello: da immaginare, nessun inferno sotto di noi, sopra di noi solo il cielo, contro il piccante della vita moderna.
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Mauro Corona: “In quel caso lei mi avrebbe picchiato. Perché sotto sotto è una donna violenta. Eh, eh, eh”. Bianca Berlinguer: “Ma cosa dice??”.(È sempre Cartabianca, Rete4)