«Non ci sarà mai più niente come Modesta e ciò che ho vissuto sul set di L’arte della gioia». Tecla Insolia ha ventun anni e sta vivendo appieno la sua stagione del come te nessuno mai. È il volto nuovo del cinema italiano e la scommessa vinta da Valeria Golino nella serie-film che, dopo l’accoglienza a Cannes e in sala, è dal 28 febbraio disponibile su Sky e Now Tv.
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"L'arte della gioia", Tecla Insolia: "Amo l'intelligenza impunita di Goliarda Sapienza"
Sostenuta da un cerchio magico di colleghe — Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi, Alma Noce — l’attrice dona vitalità e spregiudicatezza all’antieroina che, nella Sicilia del 1900, sfida (e distrugge) convenzioni e istituzioni: famiglia, Chiesa, nobil…
«Non ci sarà mai più niente come Modesta e ciò che ho vissuto sul set di L’arte della gioia». Tecla Insolia ha ventun anni e sta vivendo appieno la sua stagione del come te nessuno mai. È il volto nuovo del cinema italiano e la scommessa vinta da Valeria Golino nella serie-film che, dopo l’accoglienza a Cannes e in sala, è dal 28 febbraio disponibile su Sky e Now Tv.
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"L'arte della gioia", Tecla Insolia: "Amo l'intelligenza impunita di Goliarda Sapienza"
Sostenuta da un cerchio magico di colleghe — Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi, Alma Noce — l’attrice dona vitalità e spregiudicatezza all’antieroina che, nella Sicilia del 1900, sfida (e distrugge) convenzioni e istituzioni: famiglia, Chiesa, nobiltà, patriarcato. Modesta ruba la sua gioia, vive seguendo le proprie regole. «Una donna — spiega Insolia — che si muove tra gli eccessi e impara a conoscere il proprio corpo come strumento di piacere. Non l’ho mai giudicata, né ho giudicato la sua sessualità libera e fluida, e spero che venga compresa nella sua interezza. Non cercavamo un manifesto femminista, ma il personaggio lo è di per sé». Interpretarla «mi ha dato una consapevolezza diversa: quella di diventare qualcosa che da sola non mi sarei permessa».
Del rapporto con Goliarda Sapienza, Insolia dice: «Ai tempi del provino avevo per lei una vera e propria ossessione: guardavo una delle sue poche interviste su YouTube, in lei vedevo i tratti di Modesta». Sul set l’ha sognata: «Ricordo un cimitero e la sensazione di accettazione, come se il personaggio mi fosse concesso». Un’antieroina che parla alle ventenni d’oggi: «Nei 70 certe scabrosità erano rivoluzionarie. Oggi abbiamo nuove libertà, ma anche sovrastrutture. E poi c’è la sua intelligenza impudica, che parla alla mia generazione senza volerci insegnare nulla.»
Il talento di Tecla Insolia è partito da lontano e ha viaggiato veloce. A dieci anni canto e cinema erano passioni parallele: «Quando a Piombino apre una scuola di recitazione, sento di poter appartenere a qualcosa». A 14 anni un’agente di casting la invita a Roma, dove vince il provino per la fiction Vite in fuga. Il set parte dopo la sua partecipazione a Sanremo Young, «la mia vera scuola è stata il set». A 16 anni, nel 2022, diventa La bambina che non voleva cantare, il biopic tv su Nada di Costanza Quatriglio: «Le parti musicali erano in presa diretta, Costanza ha dovuto sorbirsi la stessa canzone 36 volte. Sul set c’era ancora mio padre perché ero minorenne. Avevo rischiato di non girare perché avevo il Covid e non mi negativizzavo. Il sabato risulto negativa, il lunedì sono sul set, i capelli tinti di rosso». In Familia di Francesco Costabile affianca il naziskin pentito Francesco Gheghi: «Un ruolo piccolo in un film su un tema forte, quello della violenza domestica, e la responsabilità di portare una storia vera, quella di Luigi Celeste».
Il 20 marzo uscirà L’albero, opera prima di Sara Petraglia: «Ha trasformato il periodo peggiore della sua vita in qualcosa di bello. È la storia di due ragazze lesbiche che confondono l’amicizia con l’amore tossico. Un altro dei miei personaggi complessi, non sempre buoni o edificanti». La filmografia s’allunga con Primavera di Damiano Michieletto, tratto da Stabat Mater, « sono una violinista orfana cresciuta nell’Ospedale della Pietà, dove insegnava Vivaldi. Ho studiato lo strumento per tre mesi». E poi Dieci giorni di Elisa Amoruso su « una diciannovenne che resta incinta e decide di lasciare il suo bambino nella culla per la vita».