Tra social e dintorni un po’ di delusione serpeggia: in gara quest’anno c’è Giulio Berruti, avvenente compagno di Maria Elena Boschi, ma lei non ne ha voluto sapere di partecipare. E sarebbe stato il colpo del secolo per l’edizione ennesima di Pechino Express, appena partita su Sky Uno.
Ma l’assenza produce un’altra delle sentenze morali del programma – basiche quanto si vuole ma sempre utili – ovvero che non si può avere tutto dalla vita. Comunque, massimo rispetto per Pechino: se è diventato una sorta di istituzione televisiva negli anni se lo è meritato, con gli addetti a lavorare sodo intorno alla formula - il viaggio-gara in luoghi esotici con personaggi appena appena famosi, superando prove ispirate da sadismo e chiamando …
Tra social e dintorni un po’ di delusione serpeggia: in gara quest’anno c’è Giulio Berruti, avvenente compagno di Maria Elena Boschi, ma lei non ne ha voluto sapere di partecipare. E sarebbe stato il colpo del secolo per l’edizione ennesima di Pechino Express, appena partita su Sky Uno.
Ma l’assenza produce un’altra delle sentenze morali del programma – basiche quanto si vuole ma sempre utili – ovvero che non si può avere tutto dalla vita. Comunque, massimo rispetto per Pechino: se è diventato una sorta di istituzione televisiva negli anni se lo è meritato, con gli addetti a lavorare sodo intorno alla formula - il viaggio-gara in luoghi esotici con personaggi appena appena famosi, superando prove ispirate da sadismo e chiamando i concorrenti a una esposizione corporea, in senso ampio, come non succede in alcun altro luogo televisivo.
Costantino della Gherardesca diventa sempre più adulto insieme al programma, ormai sembra un fazendero sudamericano ma ha imparato fin dal primo minuto come si tengono le redini, con quel tono mellifluo la sua parte, abbastanza sadico anch’esso.
Le coppie di concorrenti offrono il consueto campionario di varia umanità, quest’anno si va dalle Filippine alla Thailandia al Nepal tetto del mondo, cambiando climi e facendo divertire soprattutto il pubblico multitasking, che segue con lo smartphone in pugno e commenta tutto. Menzione speciale per chi, nell’impresa, si assume il compito di piazzare battute e prenderla nel modo giusto – per esempio l’olimpionico Yuri Chechi, che è un tipo divertente come pochi, o il comico Scintilla, dalla gag trasteverina sempre pronta. Pazienza per quelli che hanno iniziato a litigare già sul finire della prima puntata, chi se ne importa.
Notata in avvio, rispetto al solito, l’insistenza verso prove di viaggio che contemplano animaletti schifosi da mangiare o altro sudiciume nel quale immergersi per uscirne vincitori. Siccome ormai si sente dire ovunque che bisogna sporcarsi le mani, qui si obbligano i malcapitati, benché volontari, a sporcarsi per intero e senza fare storie.
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Tra le sentenze e minime lezioni di vita che girano intorno al programma, valgono anche quelle nelle interviste dei protagonisti. Per esempio Costantino della Gherardesca che dice a Repubblica: “Meglio acquistare vestiti più larghi che andare in palestra”.