In Francia scrivono che Netflix possiede la formula segreta per dare quel ritmo preciso alle docuserie true-crime. Per chi ha seguito quelle italiane realizzate finora (caso Yara etc.) l’assunto è facilmente verificabile con questo Da rockstar ad assassino – Il caso Cantat. Tre episodi secchi e l’incredibile storia atroce consumata nel 2003 in Lituania, in un albergo di Vilnius. Bertrand Cantat, rockstar vera (concerti da ottantamila persone per i Noir Désir, il suo gruppo) talento indiscutibile. E la sua compagna, Marie Trintignant, attrice di nobile stirpe: un amore bruciante che finisce in un pestaggio brutale, dirà l’autopsia, di lui nei confronti di lei.
Il MeToo era alle porte ma non c’era ancora: il sistema mediatico impazzisce, si legge del “radiatore cattivo” contro cui la donna è finita dopo un banale litigio. Un incidente. Quando si scopre che era altro, impazziscono i talk show francesi e lanciano il delitto…
In Francia scrivono che Netflix possiede la formula segreta per dare quel ritmo preciso alle docuserie true-crime. Per chi ha seguito quelle italiane realizzate finora (caso Yara etc.) l’assunto è facilmente verificabile con questo Da rockstar ad assassino – Il caso Cantat. Tre episodi secchi e l’incredibile storia atroce consumata nel 2003 in Lituania, in un albergo di Vilnius. Bertrand Cantat, rockstar vera (concerti da ottantamila persone per i Noir Désir, il suo gruppo) talento indiscutibile. E la sua compagna, Marie Trintignant, attrice di nobile stirpe: un amore bruciante che finisce in un pestaggio brutale, dirà l’autopsia, di lui nei confronti di lei.
Il MeToo era alle porte ma non c’era ancora: il sistema mediatico impazzisce, si legge del “radiatore cattivo” contro cui la donna è finita dopo un banale litigio. Un incidente. Quando si scopre che era altro, impazziscono i talk show francesi e lanciano il delitto passionale – ovvero, se si dovesse fare serata con la sola versione del femminicidio, cambierebbero tutti canale. E così sbuca la passione eccessiva del cantante, soprattutto quando si scopre che in Lituania c’è in ballo, su questo, un robusto sconto di pena. Cantat prende solo otto anni e ne sconta quattro, poi va in libertà condizionale. E ritorna con la moglie di prima. Qui, la storia si fa allucinante: dopo pochi anni, lei si impicca nella casa dove vive con Cantat e i figli. Lui ne esce più o meno integro ancora e firma contratti e va per concerti, ma a quel punto i Noir Désir si sciolgono, frantumati dall’angoscia e dall’omertà che gira intorno al carisma del capo. Storia pazzesca, dalla Francia sono partiti echi di nuove e infinite polemiche. In sé, la docuserie – molto schierata, ovvio – è un formidabile documento su un’epoca, sui media pronti a implodere, sul divismo e sulle perversioni del sentire comune.
***
Gira uno spot di cibo per gatti. Il marito sovrappeso chiede alla moglie come faccia il micio di casa a essere così in forma, lei gli spiega che è merito delle crocchette speciali e precisa, con fare ammiccante, “sai, dopo la sterilizzazione…”. Ci dev’essere una qualche allusione: ma non si capisce bene, e forse è meglio così.