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“Costanza”: misteri e amori, l’effetto Boris è involontario

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Multischermo / Dopo il successo de “L’allieva”, arriva su Rai 1 la nuova fiction tratta dai romanzi di Alessia Gazzola. La protagonista è una paleopatologa che si divide tra casi da risolvere e trame sentimentali
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Non hanno più scuse quelli convinti che la paleopatologia abbia a che fare con i dinosauri col raffreddore. La materia è sbarcata in forze su Raiuno – e nella sezione “fiction di Raiuno” che non fallisce quasi mai – e a trattarla c’è Costanza, ovvero la nuova miniserie tratta dai romanzi di Alessia Gazzola. Che già era autrice assai ben inserita in quell’intreccio fortissimo tra narrativa popolare (romance, misto ad altro) e fiction televisiva popolarissima. Nel senso che il suo L’allieva è stato un successo negli scorsi anni (con Lino Guanciale e Alessandra Mastronardi) e adesso il copione si ripete.

(agf)

Sempre una giovane studiosa alle prese con il mondo maschio intorno e avviluppata in trame sentimentali di quelle forti. Tra parentesi, sembra giunto il momento di classificare in maniera più marcata rispetto al passato le fiction-Raiuno di cui sopra. Il pubblico, stando ai numeri, sembra sempre lo…

Non hanno più scuse quelli convinti che la paleopatologia abbia a che fare con i dinosauri col raffreddore. La materia è sbarcata in forze su Raiuno – e nella sezione “fiction di Raiuno” che non fallisce quasi mai – e a trattarla c’è Costanza, ovvero la nuova miniserie tratta dai romanzi di Alessia Gazzola. Che già era autrice assai ben inserita in quell’intreccio fortissimo tra narrativa popolare (romance, misto ad altro) e fiction televisiva popolarissima. Nel senso che il suo L’allieva è stato un successo negli scorsi anni (con Lino Guanciale e Alessandra Mastronardi) e adesso il copione si ripete.

(agf)

Sempre una giovane studiosa alle prese con il mondo maschio intorno e avviluppata in trame sentimentali di quelle forti. Tra parentesi, sembra giunto il momento di classificare in maniera più marcata rispetto al passato le fiction-Raiuno di cui sopra. Il pubblico, stando ai numeri, sembra sempre lo stesso, quasi automatico. La differenza tra i titoli però inizia a essere pesante (Imma Tataranni, per esempio, in confronto a Costanza è pressoché Kubrick). Chissà se ha senso mettersi a stabilire un alto e basso anche qui, ma forse non è decisivo.

(agf)

A Costanza bastano poche scene per dichiararsi: recitazione rasoterra, dialoghi didascalici da far impressione e poi gli svolazzi – la studiosa di ossa antiche deve svelare un mistero risalente al Medioevo, e qui partono inserti di scene in costume, con un effetto fiction-parodia, alla Boris, irresistibile. Costanza (Miriam Dalmazio) sale dal sud a Verona per un incarico precario all’Università, ha una figlia piccola – Flora, di rara antipatia, ma è voluto – con un padre che vive casualmente a Verona. Lasciamo ai cultori gli snodi di sceneggiatura – mentre si cerca di far luce nel Medioevo a un certo punto per l’identificazione del vero padre della bimba servirebbe Sherlock Holmes. Ma conta appunto altro, ovvero colpire al cuore il pubblico ben disposto e che aveva seguito L’allieva – che aveva un’aria più solida, in realtà.

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Sono ulteriormente cresciuti gli ascolti per Il ritorno di Don Camillo, sabato su Rete 4, superando il milione di spettatori e senza avvalersi nemmeno di un piano sequenza.

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