Prima scena, alle porte di Vienna, sul finire del XVII secolo. Il guerriero ha la testa piegata su un ceppo, il boia è pronto con la mannaia e il suo stesso padre (del guerriero, non del boia) gli pone il dilemma: “Sei un traditore. Preferisci vivere nel disonore, oppure morire qui con onore?”. Il guerriero ci pensa giusto quell’attimo, poi si libera, salta a cavallo e si dilegua. Nella scena successiva è a Moena, in Trentino, dove anche vivere nel disonore ha il suo perché.
In realtà la vicenda produttiva e distributiva che si è finalmente conclusa da noi con l’arrivo in tv della miniserie internazionale Il turco (Canale 5) è più appassionante della trama. Produzione turco- internazionale, da un romanzo basato su una storia vera — a Moena si celebra ogni anno la leggenda del soldato turco che arrivò in paese e diventò uno Spartacus locale contro i riccastri prepotenti. In teoria la miniserie è pronta da un po’, ma il l…
Prima scena, alle porte di Vienna, sul finire del XVII secolo. Il guerriero ha la testa piegata su un ceppo, il boia è pronto con la mannaia e il suo stesso padre (del guerriero, non del boia) gli pone il dilemma: “Sei un traditore. Preferisci vivere nel disonore, oppure morire qui con onore?”. Il guerriero ci pensa giusto quell’attimo, poi si libera, salta a cavallo e si dilegua. Nella scena successiva è a Moena, in Trentino, dove anche vivere nel disonore ha il suo perché.
In realtà la vicenda produttiva e distributiva che si è finalmente conclusa da noi con l’arrivo in tv della miniserie internazionale Il turco (Canale 5) è più appassionante della trama. Produzione turco- internazionale, da un romanzo basato su una storia vera — a Moena si celebra ogni anno la leggenda del soldato turco che arrivò in paese e diventò uno Spartacus locale contro i riccastri prepotenti. In teoria la miniserie è pronta da un po’, ma il lancio internazionale ne risentiva e soprattutto colui sul quale si regge tutto — il divo Can Yaman — aveva molto da fare, compreso il temibile nuovo Sandokan che da noi si vedrà in autunno.
Adesso però ci siamo, in questa megaproduzione (si dice 28 milioni di dollari) che sembra fuori da ogni tempo. Il romanzone storico recitato in maniera ampollosa e ravvivato da scene violente sembra un reperto di un passato lontano. Il giannizzero fuggito dall’assedio ottomano di Vienna che va a ritemprarsi in Trentino viene ospitato da una giovane tacciata di stregoneria: e si sa come vanno a finire queste cose, soprattutto se lui è Can Yaman (lei è Greta Ferro).
Su recitazione, resa dei protagonisti e snodi di trama, meglio passare oltre — al di là di una ristretta cerchia di cultori del genere e di emozioni forti, vedi l’intollerabile svolta alla fine del primo episodio. Per Can, che si è impegnato parecchio, un discreto promo per il Sandokan futuro, quello realizzato trasformando le coste di Calabria in Mompracem.
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Si può pensare tutto il male possibile della famosa agenzia che ha in mano il mercato mondiale degli affitti brevi. Ma gli spot in tv sono belli ed efficaci e hanno Herbie Hancock (Watermelon man) come colonna sonora.