Spettacoli

“Faccende complicate”, anzi serissime: il nuovo viaggio di Valerio Lundini fra satira e riflessione

“Faccende complicate”, anzi serissime: il nuovo viaggio di Valerio Lundini fra satira e riflessione
(ansa)

Multischermo / Al via la seconda stagione del programma su Raiplay

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

1 minuti di lettura

Ci vorrebbe una multa fissa per chi lo definisce surreale, e lui diventerebbe milionario in pochi giorni. Magari prima o poi la questione del surreale finirà analizzata in una delle puntate di Faccende complicate. Valerio Lundini, seconda stagione del suo programma itinerante – stavolta si va anche oltreconfine: sono arrivati i primi due episodi su RaiPlay, a maggio si va su Raitre, sulla piattaforma ne usciranno due a settimana. L’impossibilità di definire cosa faccia davvero Lundini (il giovane comico, per definizione. Lui replica: “Sono più vecchio di De Martino, ma quello giovane sarò sempre io”) è il valore maggiore del suo nuovo impegno. Che sembra un giro di marachelle scherzose in esterna e invece la questione è seria, serissima.

(ansa)

Primo episodio, il tema: la gente non va più a votare e si è persa la connotazione di destra, sinistra e centro (il simpatico centro, dice lui). Lundini convoca tre italiani a caso (non sono professionisti, sono presi dalla strada) e fa sceneggiare tre esperienze diverse, tra sinistra, centro e destra – tipo, l’inaugurazione di un busto di Che Guevara. A parte le gag improvvisate – tutte di livello – non c’è nessun senso e quello è il bello.

Il secondo pezzo è un gioiello vero. Tema, il bullismo giovanile. Lundini esordisce spiegando che ogni anno in Italia si realizzano centinaia di cortometraggi sul bullismo tra i ragazzi: ce ne fosse uno che abbia mai funzionato, spiega. E qui decide che il corto lo girerà lui. Va in una scuola elementare e allestisce, con i ragazzini, un mini-musical sul tema, semplicemente strepitoso. Alla fine, chissà, magari l’esempio, o il suggerimento di muovere le cose nelle istituzioni predisposte – la scuola, appunto – e fare in ognuna un piccolo musical contro i corti che si occupano di bullismo, migliorerà di parecchio il mondo. E però intanto, da come funzionano bene le musiche, le coreografie e il risultato finale, Lundini nel musical ha un futuro assicurato.

***

Valerio Lundini è, come dire, surreale. Ma niente potrà mai battere l’esilarante manfrina sul bando per l’assegnazione a qualcun altro del Festival di Sanremo.

I commenti dei lettori