Dieci stagioni al ritmo di dieci episodi ciascuna: e quando finisce ci si chiede perché. Infatti non finisce e lo vedremo, ma il pubblico che via via nei decenni si è appassionato al noir americano di vecchia scuola, con Los Angeles al centro e gli autori colossali di un tempo, è avvinghiato con tutte le forze al detective Bosch. Ovvero la creatura di Michael Connelly, su carta e anche produttore della serie tv (tutto su Prime Video). Nel trespolo di lusso della spettacolare casa che domina L.A .(comprata nella finzione vendendo i diritti della sua storia a una major) Harry Bosch si chiama davvero Hyeronimus come il satanico pittore, è il re dell’analogico, rimira i vinili sotto il giradischi e se deve meditare davvero su un caso mette sul piatto il jazz di Steve Coleman – ma è tollerante anche sul pop, purché di lusso, e parla alla figlia citando gli Steely Dan.
Dal 2014, prima stagione, Bosch è Titus Welliver – era l’Uomo in nero di Lost – all’inizio per scommessa e poi, come avvien…
Dieci stagioni al ritmo di dieci episodi ciascuna: e quando finisce ci si chiede perché. Infatti non finisce e lo vedremo, ma il pubblico che via via nei decenni si è appassionato al noir americano di vecchia scuola, con Los Angeles al centro e gli autori colossali di un tempo, è avvinghiato con tutte le forze al detective Bosch. Ovvero la creatura di Michael Connelly, su carta e anche produttore della serie tv (tutto su Prime Video). Nel trespolo di lusso della spettacolare casa che domina L.A .(comprata nella finzione vendendo i diritti della sua storia a una major) Harry Bosch si chiama davvero Hyeronimus come il satanico pittore, è il re dell’analogico, rimira i vinili sotto il giradischi e se deve meditare davvero su un caso mette sul piatto il jazz di Steve Coleman – ma è tollerante anche sul pop, purché di lusso, e parla alla figlia citando gli Steely Dan.
Dal 2014, prima stagione, Bosch è Titus Welliver – era l’Uomo in nero di Lost – all’inizio per scommessa e poi, come avviene spesso con gli attori bravi e i detective, preponderante sul personaggio. Connelly – che pure ha fatto felice in diritti d’autore le prossime dieci generazioni di eredi – sostiene che la scelta dell’attore è stata guidata da un tocco divino. Là fuori, Los Angeles si è incattivita di criminalità folle e governata dalle droghe, come il resto del mondo. La sicurezza è Bosch, prima in Polizia, per sette stagioni, poi da investigatore privato nell’appena concluso Bosch: Legacy. Titus, va da sé, si è imbolsito un po’ ed è ora di cambiare. Nell’ultimo episodio arriva una giovane detective, si detestano a prima vista, ma nel prossimo spin-off la protagonista sarà lei e lui sarà il super-consulente da fermo. Piccolo particolare: budget e realizzatori sono di prima categoria, Connelly è Connelly, i casting sono eccellenti e la qualità di quella che potrebbe sembrare una serie crime normale è tre volte superiore a qualunque altra in circolazione.
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Bruno Vespa: “Ma se io volessi comprare il vestito che indosserà il Papa, quanto me lo farebbe pagare?”
Il venditore di vestiti del Papa: “Beh, a lei glielo farei pagare parecchio”.
(Porta a Porta, Rai 1)