Riempire un programma comico di due ore è un’impresa, che richiederebbe però anche prudenza. Per esempio impiegare tempo per sfottere altri programmi, o personaggi, per i bassi ascolti può rivelarsi controproducente visto che Auditel il giorno dopo è in agguato e consegna il programma comico medesimo a un risicato 3 per cento. Non stupisce per vari motivi, Rai 2 nella sezione intrattenimento del lunedì sta diventando una causa persa e per l’ennesima volta ci si chiede se sia il caso.
La nuova creatura si chiama Audiscion ed è il tentativo di proseguire su una strada che in passato ha permesso di vivacchiare in qualche modo: ma a questo punto si può ritenere decotto il cosiddetto comedy show costruito in quel modo — comici a decine che si susseguono seguendo un copione molto scritto che inanella uno sketch dietro l’altro, ognuno con l’interazione dei conduttori a porgere le battute — termine abusato parecchio.
Gigi e Ros…
Riempire un programma comico di due ore è un’impresa, che richiederebbe però anche prudenza. Per esempio impiegare tempo per sfottere altri programmi, o personaggi, per i bassi ascolti può rivelarsi controproducente visto che Auditel il giorno dopo è in agguato e consegna il programma comico medesimo a un risicato 3 per cento. Non stupisce per vari motivi, Rai 2 nella sezione intrattenimento del lunedì sta diventando una causa persa e per l’ennesima volta ci si chiede se sia il caso.
La nuova creatura si chiama Audiscion ed è il tentativo di proseguire su una strada che in passato ha permesso di vivacchiare in qualche modo: ma a questo punto si può ritenere decotto il cosiddetto comedy show costruito in quel modo — comici a decine che si susseguono seguendo un copione molto scritto che inanella uno sketch dietro l’altro, ognuno con l’interazione dei conduttori a porgere le battute — termine abusato parecchio.
Gigi e Ross e l’indefettibile Elisabetta Gregoraci alla voce bella presenza, un mini corpo di ballo e via con le gag. Alcune ambiziose, c’è un imitatore di Donald Trump convinto che si possa battere l’originale. Per di più, nell’occasione, la concorrenza diretta — e in chiaro su Tv8 — fa il resto: c’è la Gialappa’s in contemporanea e il confronto è impietoso. Si immaginano gli emissari della Gialappa’s medesima che si guardano con molta calma e attenzione il programma della concorrenza e, su una trentina di artisti, si segnano il nome di uno o due da tenere d’occhio (uno o due ci sono). Che succeda il contrario è improbabile.
Lo show di antica derivazione Rai 2 dei bei tempi è stanco da paura, si fanno imitazioni e parodie di personaggi tv che non conosce quasi nessuno e non è un bel segnale. Consolazione, dopo un’ora e cinquantasette minuti di programma arriva Max Paiella e tira fuori un centone vecchia scuola targato Califano. Si ride, ma poi finisce subito.
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Teo Mammucari: “Da bambino le suore mi menavano, Mara”.
Mara Venier: “Beh, ma non proprio tutte, dai”.
Teo Mammucari: “Tutte, Mara, tutte”.
(Domenica in, Rai 1).