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Il Papa americano, la profezia di Sorrentino in “The young pope”

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ANSA (ansa)

Nella serie del regista premio Oscar si immaginava l’elezione di un primo Pontefice statunitense

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Nove anni fa Paolo Sorrentino con The young Pope immaginò il primo Papa americano della storia della Chiesa. E oggi che è stato eletto Robert Prevost da Chicago la sua sembra proprio l’avverarsi di una profezia.


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Il Papa americano di Sorrentino è il giovane e bellissimo Jude Law, che arrivava a scardinare i giochi machiavellici del cardinale Voiello, il potentissimo segretario di Stato interpretato da Silvio Orlando. Diversissimo naturalmente dal vero primo Papa “made in Usa”, tra l’altro considerato dagli osservatori il “meno americano” degli statunitensi.

'The New Pope', il teaser della nuova serie di Paolo Sorrentino

Nella prima serie del regista premio Oscar, seguita poi da una sorta di sequel The new Pope con John Malkovich, il papa americano era Lenny Belardo, 47 anni, un Papa che indossa le infradito, beve coca cola dietetica alla ciliegia, fuma una sigaretta dopo l’altra, gioca a bowling, ha un canguro come animale domestico e crede nel potere dell’immagine quanto più questa è nascosta, misteriosa e intrigante. L’artista più famoso al mondo? Banksy. Lo scrittore? Salinger. Il gruppo di musica elettronica? I Daft Punk” dice ai suoi collaboratori quando espone la sua teoria della necessità di un Pontefice che non si mostri ai fedeli.

Pio XIII (questo il nome scelto da Belardo) è un Papa giovane ma conservatore, interessato ai beni materiali più che a quelli spirituali (tra le prime cose che chiede è di riacquistare palazzi della Chiesa americana e far costruire un capannone per i doni che riceve), un ex bambino orfano cresciuto con dei traumi. Che ha un unico punto di riferimento, suor Mary (la carismatica Diane Keaton) che lo ha cresciuto in un orfanotrofio dopo la morte dei genitori.

“The young Pope non è una sterile provocazione né una forma di pregiudizio o intolleranza nei confronti della Chiesa – aveva detto Sorrentino presentato la serie alla Mostra di Venezia - ma il tentativo onesto e curioso di indagare, per quanto possibile con un film di quasi dieci ore, le contraddizioni, le difficoltà e il fascino del clero: cardinali, sacerdoti, suore e un prete diverso da tutti gli altri che è il Papa”. E sulla sulla distanza tra il suo Pio XIII e Papa Francesco aveva detto: “Il Papa trattato da noi è diametralmente diverso da quello attuale ma questo non vuol dire che un Pontefice così non possa accadere in un futuro prossimo. È illusorio penare che la Chiesa abbia imboccato un percorso verso la liberalità, anzi è verosimile che dopo questo Papa ne venga uno di segno contrario”. Ecco su questa di profezia sospendiamo ancora il giudizio per vedere come sarà poi per davvero Papa Leone XIV. Per chi vuole rivedere la serie la trova su Sky e Now.

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