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Fiorello, dal 2008 aspettavamo questo show

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Multischermo / Con “La pennicanza” lo showman ricrea la magia di “Viva radio 2”
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Era il 2008, una vita fa, e chiudeva Viva radio 2. Ed era un peccato — Fiorello in grande spolvero a costruire ogni giorno l’élite dello show quotidiano sullo show che girava intorno, Marco Baldini perfezione di spalla, ospiti top e, se c’era una cosa divertente che doveva succedere, succedeva lì. Non dev’essere un caso se Fiore è ripartito da quei luoghi, arborianamente dichiarando il “nulla di preparato”, improvvisando per un quarto di puntata ma avendo pronte, eccome, le gag per riempire lo spazio rimanente.

Il segno del nuovo Radio 2-Radio show-La pennicanza è un altro, ovvero la dichiarata connotazione “rugged”, annunciando che ormai a quella veneranda età — e con i recenti trascorsi da burrasca — può permettersi di dire quello che vuole, finché tutto diventa gag nella gag e ci si diverte comunque. Anche immaginando i capi Rai in ansia — e sbertucciati nella puntata di martedì citando l’accanimento terapeutico dell…

Era il 2008, una vita fa, e chiudeva Viva radio 2. Ed era un peccato — Fiorello in grande spolvero a costruire ogni giorno l’élite dello show quotidiano sullo show che girava intorno, Marco Baldini perfezione di spalla, ospiti top e, se c’era una cosa divertente che doveva succedere, succedeva lì. Non dev’essere un caso se Fiore è ripartito da quei luoghi, arborianamente dichiarando il “nulla di preparato”, improvvisando per un quarto di puntata ma avendo pronte, eccome, le gag per riempire lo spazio rimanente.

Il segno del nuovo Radio 2-Radio show-La pennicanza è un altro, ovvero la dichiarata connotazione “rugged”, annunciando che ormai a quella veneranda età — e con i recenti trascorsi da burrasca — può permettersi di dire quello che vuole, finché tutto diventa gag nella gag e ci si diverte comunque. Anche immaginando i capi Rai in ansia — e sbertucciati nella puntata di martedì citando l’accanimento terapeutico delle repliche tv — tutti lì a sperare che questo nuovo pertugio aperto dal numero uno assoluto sia propedeutico a chissà quali grandi avventure future, ai colossali numeri televisivi.

Il nuovo Fiorello è malmostoso il giusto e lo si coglie nel tono di quelle che poi verranno catalogate come frecciatine sui giornali. Al proposito, pur preso di mira con altro accanimento, il cartaceo ringrazia — la satira su quanto possa importare a uno della sua generazione il digitale dilagante, per non parlare delle radio Dab, è precisa.

(ansa)

Fiore, che appartiene alla parte sana del Paese (è nato in Sicilia, nel 1960, tifa Inter) dimostra voglia di esserci ancora, anche se tanto cattivo umore è ancora da smaltire. Vedi, nella prima puntata, il ricongiungimento con Amadeus e le frecciatine — a volte colpi di bazooka — sul recente passato. Dopodiché, parte la gag scritta prima, o l’intervento dei big, o l’imitazione giusta e la magia si ricrea di colpo. Come continuerà, chissà, ma qui era dal 2008 che si aspettava, di pomeriggio.

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Papa Leone proclama nel suo discorso che questa è “l’ora dell’amore”. A quelli di Blob non pare vero, e via di Camaleonti con la celeberrima cover di Homburg — Procol Harum.

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