Sbalorditivo, ancora e più del solito. È il pezzo di tv che a cadenza regolare, prendendosi il tempo necessario, Domenico Iannacone ripropone con le nuove puntate di Che ci faccio qui (Rai 3, il mercoledì per altre due puntate). La frase del titolo perde il punto interrogativo finale, diventa assertiva e convinta, diventa progetto.
E stavolta Iannacone va a documentare storie e persone che, con sintesi eccessiva ma in qualche modo funzionante, hanno a che fare con i misteri della mente. La mente offesa in chiave neurologica, le degenerazioni con la memoria che si dissolve: già passate due puntate, la prima in un centro specializzato di Catanzaro nel quale l’Alzheimer viene in qualche modo accerchiato come malattia e la protezione dei pazienti diventa quasi l’opera d’arte di ogni giorno.
L’altra sera, puntata con il racconto di singole esperienze: come quella di Carlo Di Bartolomeo, nello spettro dell’autismo fin da giovanissimo: la mezz’ora di Iannacone con lui è il miglior pezzo di t…
Sbalorditivo, ancora e più del solito. È il pezzo di tv che a cadenza regolare, prendendosi il tempo necessario, Domenico Iannacone ripropone con le nuove puntate di Che ci faccio qui (Rai 3, il mercoledì per altre due puntate). La frase del titolo perde il punto interrogativo finale, diventa assertiva e convinta, diventa progetto.
E stavolta Iannacone va a documentare storie e persone che, con sintesi eccessiva ma in qualche modo funzionante, hanno a che fare con i misteri della mente. La mente offesa in chiave neurologica, le degenerazioni con la memoria che si dissolve: già passate due puntate, la prima in un centro specializzato di Catanzaro nel quale l’Alzheimer viene in qualche modo accerchiato come malattia e la protezione dei pazienti diventa quasi l’opera d’arte di ogni giorno.
L’altra sera, puntata con il racconto di singole esperienze: come quella di Carlo Di Bartolomeo, nello spettro dell’autismo fin da giovanissimo: la mezz’ora di Iannacone con lui è il miglior pezzo di tv visto da anni, Carlo con il passare del tempo ha sviluppato un contatto mediatico-personale con la realtà, sa tutto, ha sviluppato una memoria prodigiosa e gli chiedi qualsiasi riferimento a film, canzoni, fatti storici o di cronaca e ricorda tutto, il tono sereno come di un individuo al massimo del disincanto mentre, dentro, si intuisce la battaglia titanica di ogni giorno per esserci. Iannacone lo porta in macchina sul Raccordo anulare, scatta la citazione, cantano insieme il Guzzanti-Venditti e Carlo non ne sbaglia una, tantomeno Casalotti-Boccea.
Iannacone porta sempre quel tono di stupore a fin di bene in ogni domanda, va al Gemelli nella struttura specialistica dove si lavora sulla memoria perduta, oppure si fa raccontare dal molisano Carmelo, 76 anni, la storia delle dieci lauree conseguite come una missione per conto di sé stessi e di quanto si crede, in sé stessi. Un raro pezzo di tv, prima di tutto adulta, che va a rovistare in certe pieghe assurde dell’esistenza: anche Iannacone è in missione, da tempo, con il suo lavorare ai fianchi della coscienza di ognuno.
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Smentite le voci insistenti sulla partecipazione dei coniugi Macron al prossimo Temptation island.