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“Sarabanda Celebrity”, il ritorno di Enrico Papi tra nostalgia e tv di risulta

Multischermo / Il conduttore rispolvera note e tormentoni in un format riesumato con déjà-vu rassicuranti
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Le mezze stagioni televisive esistono ancora, eccome. Anzi probabilmente ormai tutto è una mezza stagione televisiva e nel caso del ritorno di Sarabanda (in versione Celebrity, Italia 1 la domenica sera) verrebbe da rievocare un personaggio-citazione che chissà se ha ancora corso legale. Ovvero il giardiniere di Peter Sellers, che stavolta si chiede: ma perché affannarsi a sembrare nuovi in tv quando poi basta riesumare dall’armadio impolverato quello che funzionava un tempo? Non fosse che per annegare nei ricordi, ritorneranno in molti, ritornano sempre. E infatti come ascolti questa riedizione fa la sua bella figura – a fronte di tanto show che non va nemmeno a spingerlo.

Stavolta è anche il modo di fare pace con la propria coscienza se in passato ci si è preoccupati…

Le mezze stagioni televisive esistono ancora, eccome. Anzi probabilmente ormai tutto è una mezza stagione televisiva e nel caso del ritorno di Sarabanda (in versione Celebrity, Italia 1 la domenica sera) verrebbe da rievocare un personaggio-citazione che chissà se ha ancora corso legale. Ovvero il giardiniere di Peter Sellers, che stavolta si chiede: ma perché affannarsi a sembrare nuovi in tv quando poi basta riesumare dall’armadio impolverato quello che funzionava un tempo? Non fosse che per annegare nei ricordi, ritorneranno in molti, ritornano sempre. E infatti come ascolti questa riedizione fa la sua bella figura – a fronte di tanto show che non va nemmeno a spingerlo.

Stavolta è anche il modo di fare pace con la propria coscienza se in passato ci si è preoccupati di come Enrico Papi occupasse il tempo libero. C’è ancora lui, è appena appena maturato nell’aspetto, la verve è quella di sempre, ovvero fastidiosissima per molti ma riconoscibile e quasi amica per tanti altri. A questi ultimi non viene risparmiato nulla, d’altronde nemmeno lo chiedono: le canzoni e i mille modi con cui ci si può giocare, cantando, indovinando le note, smembrandole a pezzetti. I vip concorrenti si comportano come i portuali di Baltimora un secolo fa: si presentano al mattino presto e attendono che arrivi qualcuno con un ingaggio quotidiano per scaricare la merce. Fanno benissimo. Qualcuno si diverte pure, altri fingono di esserci. Fermo restando lo sbalordimento, seguendo il web, nel constatare in quanti si esercitino a prendere sul serio queste situazioni di risulta, per quanto innocue e a volte simpatiche, più che mai ci si divide in due categorie opposte: chi urla alla tv violata dal già visto e risaputo e quelli, più prudenti, che si sentono rassicurati. Almeno questa volta non hanno inventato una nuova baggianata più inguardabile del solito.

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Servirebbe una class action, una petizione, un referendum, qualcosa per decidere se sia davvero il caso di continuare a rievocare l’anniversario di capolavori del passato, tra dischi, cinema etc. Ormai il taglio va dai 40 ai 60 anni fa. L’umore di molti ne risente.

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