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Can Yaman: “Il mio Sandokan, un profeta e liberatore di popoli”

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L’attore turco al festival Italia global series parla del reboot del successo del 1976. Con lui Alessandro Preziosi che vedremo nel ruolo di Yanez
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RICCIONE – Se l’attesa, la ressa, le grida disumane, le 900 persone nella Sala Concordia del PalaRiccione sono il segno di qualcosa, il nuovo Sandokan con Can Yaman sarà un successo. Le madri urlano più delle figlie, che non hanno visto il Sandokan di Sergio Sollima con Kabir Bedi. Nel 1976 incollò gli italiani davanti alla tv ma son già pazze dell’attore turco, che ha messo su muscoli. Camicia con gli orsi, gilet nero dove si arrampica un geco di strass, una discreta quantità di collane, è la superstar dell’Italian global series festival dove è stato presentato in anteprima il trailer del reboot che andrà in onda su Rai1 a dicembre.

Un montaggio sapiente tra le battaglie navali degli inglesi con i pirati, un’idea di giungla nost…

RICCIONE – Se l’attesa, la ressa, le grida disumane, le 900 persone nella Sala Concordia del PalaRiccione sono il segno di qualcosa, il nuovo Sandokan con Can Yaman sarà un successo. Le madri urlano più delle figlie, che non hanno visto il Sandokan di Sergio Sollima con Kabir Bedi. Nel 1976 incollò gli italiani davanti alla tv ma son già pazze dell’attore turco, che ha messo su muscoli. Camicia con gli orsi, gilet nero dove si arrampica un geco di strass, una discreta quantità di collane, è la superstar dell’Italian global series festival dove è stato presentato in anteprima il trailer del reboot che andrà in onda su Rai1 a dicembre.

Un montaggio sapiente tra le battaglie navali degli inglesi con i pirati, un’idea di giungla nostrana (la serie è stata girata tra Lazio, Toscana e Calabria, chissà che direbbe Emilio Salgari che aveva sognato la Malesia), il famoso salto della tigre, il sodalizio con l’anarchico Yanez (Alessandro Preziosi), amico dell’eroe, e l’incontro fatale con Marianna, la Perla di Labuan (la pallidissima Alanah Bloor). La signorina vittoriana si fa sedurre dal fascino esotico della Tigre di Mompracem. «Se volete essere libera, fidatevi di me» le dice lui, con un etto di kajal intorno agli occhi. E la sventurata si fida. Per Yaman è come se Sandokan «fossero quattro film di fila, c’è un’evoluzione: diventa un profeta ascetico e un liberatore di popoli. Nel racconto scopre se stesso, nei flashback vediamo che faceva combattimenti clandestini per aiutare la famiglia. Per un attore interpretare un ruolo così è raro, e non è facile».

«Mio padre Ettore Bernabei volle fare Sandokan prima di andare via dalla Rai» racconta la figlia del produttore, Matilde, «mio fratello Luca ci ha lavorato con passione e curiosità. Ha immaginato, oltre che un pirata, un eroe libero, un grande leader. La serie è stata girata tutta in Italia, abbiamo anche piantato alberi. Stiamo pensando alla seconda stagione, e vogliamo pensare anche alla terza». «È una storia che mette insieme tanti generi» sottolinea la direttrice di RaiFiction Maria Pia Ammirati, «è una reinterpretazione dei romanzi, si troveranno anche cose nuove, per andare incontro alla contemporaneità». Cosa? Come? Lo scopriremo solo vivendo.

Can Yaman racconta che deve tutto a Luca Bernabei. «Sono stato portato qui da lui per iniziare gli addestramenti, c’era la pandemia. Cinque, sei mesi di preparazione, poi il progetto è saltato. Ho passato periodi difficili, cupi, ma avevo sempre la speranza e la convinzione che ce l’avremmo fatta. Ho vissuto come un atleta, ho dovuto patire. Se si farà la seconda stagione, vedremo come camperò. Gli attori invecchiano. È stato un set peculiare per me, sono fiero di aver interpretato questo ruolo; sono migliorato come attore».

Per Preziosi «nessuno nel pianeta avrebbe potuto interpretare il ruolo meglio di Can, ero strabiliato dalla disciplina, dall’incredibile capacità coreografica». «Non ho colpito nessuno e nessuno si è fatto male» dice sorridendo turco ringraziando. «Faccio parte della generazione che andava a letto alle 21.30, mi mancano tutte le seconde parti degli sceneggiati» dice Preziosi, che sottolinea come quella di Sandokan sia una grande storia di libertà. «Dimostra che nessuno può toglierti la libertà di pensiero». Sviluppata da Alessandro Sermoneta, Scott Rosenbaum e Davide Lantieri, e diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo, la serie conta sugli effetti speciali. Come per la scena cult in cui Sandokan affronta la tigre. «Non poteva mancare» dice Abbatangelo «ma non spiego come è stata girata, è la magia del cinema. «La tigre era di peluche» ironizza Preziosi.

La Perla di Labuan che s’innamorava di Kabir Bedi aveva i grandi occhi chiari di Carole André; la nuova gentildonna inglese è Alanah Bloor, che non conosceva Sandokan. «Marianna ha un aspetto da principessa Disney, ma mi piace perché è una donna dell’epoca vittoriana, come non avrebbe potuto essere. Sfida l’epoca in cui vive, è molto moderna».

A dicembre i boomer potranno fare i paragoni. Ma sentiremo parlare a lungo di Can Yaman. Alla domanda del direttore del festival, Marco Spagnoli, “sul futuro e il suo modello”, l’attore risponde che «si annoia nella vita e ha la necessità di trovare nuove sfide. Andrà come andrà, voglio imparare e migliorare, arrivare in alto, non voglio imitare nessuno».

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