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La bellezza spettacolare del Tour de France

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Multischermo \ Tappa dopo tappa nel cuore della gara. Netflix dedica una docuserie alla corsa ciclistica più clamorosa al mondo. In “Sulla scia dei campioni” il racconto dell’edizione 2024
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Il Tour de France, quello vero, parte tra poche ore da Lille. Il Tour de France nella forma di docuserie è arrivato invece ieri su Netflix, terza stagione con il titolo Sulla scia dei campioni (meglio l’originale: Au coeur du peloton). Come succede con la Formula 1, nell’imminenza della nuova corsa Netflix rilascia il lavoro effettuato nell’edizione precedente, a contatto con i corridori, le squadre, i team manager. Insomma la favola del Tour, ovvero la corsa ciclistica più clamorosa al mondo, e di parecchio. Ci sono pareri discordanti, ma pazienza: anche questa terza stagione è di spettacolare bellezza, soprattutto quando le telecamere vanno per le strade a riprendere da vicino quanto succede. I dietro le quinte, poi, ne fanno una sorta di reality, per una volta a fin di bene. Quelli che soffrono di gelosia per le cose francesi se ne hanno a male, ma sono fatti loro.

Il punto è che Netflix sperava in chissà cosa e quindi l’annuncio è: quella apparsa ieri è l’ultima edizione. Ha l’ari…

Il Tour de France, quello vero, parte tra poche ore da Lille. Il Tour de France nella forma di docuserie è arrivato invece ieri su Netflix, terza stagione con il titolo Sulla scia dei campioni (meglio l’originale: Au coeur du peloton). Come succede con la Formula 1, nell’imminenza della nuova corsa Netflix rilascia il lavoro effettuato nell’edizione precedente, a contatto con i corridori, le squadre, i team manager. Insomma la favola del Tour, ovvero la corsa ciclistica più clamorosa al mondo, e di parecchio. Ci sono pareri discordanti, ma pazienza: anche questa terza stagione è di spettacolare bellezza, soprattutto quando le telecamere vanno per le strade a riprendere da vicino quanto succede. I dietro le quinte, poi, ne fanno una sorta di reality, per una volta a fin di bene. Quelli che soffrono di gelosia per le cose francesi se ne hanno a male, ma sono fatti loro.

Il punto è che Netflix sperava in chissà cosa e quindi l’annuncio è: quella apparsa ieri è l’ultima edizione. Ha l’aria di un autentico peccato, ma in tv se ne perpetrano di peggiori. Il consiglio è di calarsi quindi con partecipazione doppia in questo Tour de France per immagini, parole, montaggio serrato, ritmo pazzesco. L’edizione dello scorso anno, quella raccontata, era partita da Firenze, proseguendo poi per la riviera adriatica (con tappe dal suono sublime tipo: Cesenatico-Boulogne). La corsa è tornato a vincerla lo sloveno Tadej Poga?ar che vediamo da subito sicuro di sé: ma l’attenzione si sposta anche sulle squadre minori (significa con budget a un decimo dei più potenti), su team manager che vincono una tappa e si sciolgono in lacrime, sul respiro profondo della magnifica carovana. E appunto, quando si va con le telecamere in piena tappa, a un passo dalle macchine umane pedalanti, lo spettacolo è superbo. E se proprio questa è l’ultima volta, peccato.

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La nuova edizione del Tour sarà trasmessa sia da Rai che da Eurosport. Quest’ultima però è appena sparita dal bouquet di Sky (ora si vede su Dazn, Discovery+ e altrove). Le cronache ruspanti di Riccardo Magrini e gli altri saranno più complicate da trovare. La sintesi è: sono tutti matti. Nessuno escluso.

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