“Signor Faletti”, il docufilm sul genio poliedrico che ha cambiato la scena italiana
di Antonio DipollinaIn un posto insolito ma ben definito della memoria c’è Giorgio Faletti. Scomparso troppo presto undici anni fa, nell’anniversario Raitre ha passato la rievocazione, pienissima come la sua vita, scritta da Giancarlo De Cataldo, Giuseppe Colella, Giovanni Filippetto, Michele Truglio e la consulenza di Roberta Bellesini, la moglie.
Il titolo, Signor Faletti, richiama il colpo sanremese (1994) di quella canzone che cambiò il panorama intorno. Le mille vite vissute, evocate a disegnare uno spirito talentuoso quanto imprendibile, sono compresse nei novanta minuti disponibili su RaiPlay, ma il senso c’è eccome. Comprese le pennellate di Paolo Conte, astigiano come il protagonista e pronto a dimostrare quanto lo spirito del luogo fosse presente. La poliedricità di opere…
In un posto insolito ma ben definito della memoria c’è Giorgio Faletti. Scomparso troppo presto undici anni fa, nell’anniversario Raitre ha passato la rievocazione, pienissima come la sua vita, scritta da Giancarlo De Cataldo, Giuseppe Colella, Giovanni Filippetto, Michele Truglio e la consulenza di Roberta Bellesini, la moglie.
Il titolo, Signor Faletti, richiama il colpo sanremese (1994) di quella canzone che cambiò il panorama intorno. Le mille vite vissute, evocate a disegnare uno spirito talentuoso quanto imprendibile, sono compresse nei novanta minuti disponibili su RaiPlay, ma il senso c’è eccome. Comprese le pennellate di Paolo Conte, astigiano come il protagonista e pronto a dimostrare quanto lo spirito del luogo fosse presente. La poliedricità di opere, i mille campi di intervento ai quali Faletti non si negava è testimoniata anche dalla sfilata di chi ne parla spiegando la fortuna di essergli stati vicino: da Angelo Branduardi a Gigliola Cinquetti, da Frassica a Iacchetti, da Brizzi ad Antonio Ricci – e quelli erano bei tempi davvero. Ricci che diventa il collettore principe nella nuova comicità televisiva, Faletti è pronto con una sfilata di personaggi che fanno tramortire d’imbarazzo molti attuali comici. Fino appunto a Sanremo, la macchina del carabiniere “che si vedesse che non c’era”. Dopodiché, ovvio, il passaggio a scrittore di enorme successo e anche qui lo spiazzamento altrui come elemento principale. Più canzoni scritte per gli altri, il cinema (il prof carogna di Notte prima degli esami) e tutto il resto in una bulimia da non credere. Ovvio che si sia attirato invidie, da qui a farne una sorta di perseguitato ed escluso ce ne corre, piuttosto fece ammattire tutti quelli che non capivano come fosse possibile. Ma dal lato sbagliato c’erano loro, non certo lui.
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Nel doc, Antonio Ricci racconta di certe cene notturne dopo la tv. Faletti che torna nel personaggio di Vito Catozzo e si esibisce nel racconto assai licenzioso delle peripezie con la moglie Derelitta. E inventandosi una parlata in catozzese-francese maccheronico che demoliva di risate i presenti.