In altri tempi è probabile che qualcuno lo avrebbe fermato al titolo (“No, Enricomincio da me è troppo, dai”). Oggi invece no, e così una spossante serata estiva di Rai 2 è trascorsa con la replica, martedì, dell’one man show con Enrico Brignano, il comico irrefrenabile che l’epoca ci ha donato. Natali illustri – scuola Proietti – poi un’invasione mediatico-teatral-televisiva senza sosta e freni, ospitate, programmi in proprio e in famiglia. E qui, a tentare l’impresa di due ore e trentacinque minuti netti in scena, senza smettere mai di parlare, imitare, raccontare, andare da una battuta all’altra.
Una fatica pari a quella di una tappa pirenaica al Tour, ma Brignano può, in una bulimia dell’offrirsi al pubblico che forse andrebbe un minimo controllata. Soprattutto se l’argomento portato in scena è di interesse davvero relativo: ovvero Brignano stesso, la sua vita, gli esordi quando da Dragona, periferia romana, tentava in tutti i modi di sfuggire a una realtà che, con ogni evidenza, …
In altri tempi è probabile che qualcuno lo avrebbe fermato al titolo (“No, Enricomincio da me è troppo, dai”). Oggi invece no, e così una spossante serata estiva di Rai 2 è trascorsa con la replica, martedì, dell’one man show con Enrico Brignano, il comico irrefrenabile che l’epoca ci ha donato. Natali illustri – scuola Proietti – poi un’invasione mediatico-teatral-televisiva senza sosta e freni, ospitate, programmi in proprio e in famiglia. E qui, a tentare l’impresa di due ore e trentacinque minuti netti in scena, senza smettere mai di parlare, imitare, raccontare, andare da una battuta all’altra.
Una fatica pari a quella di una tappa pirenaica al Tour, ma Brignano può, in una bulimia dell’offrirsi al pubblico che forse andrebbe un minimo controllata. Soprattutto se l’argomento portato in scena è di interesse davvero relativo: ovvero Brignano stesso, la sua vita, gli esordi quando da Dragona, periferia romana, tentava in tutti i modi di sfuggire a una realtà che, con ogni evidenza, gli sarebbe andata strettissima.
L’autofiction, nel novanta per cento dei casi, è un flagello. Ma qui scattava pure la morale sottesa, ovvero l’interrogarsi su quanto sia stato casuale o voluto tutto quanto. Uno show da cui si usciva stremati da spettatori, con una seconda parte faticosissima e una resistenza da paura del protagonista. Il pubblico tv è stato numericamente identico a quello di 24 ore prima, stessa rete, con Pino Insegno e il Facci ridere: viene il dubbio che fossero gli stessi e che non si siano mossi dal divano.
Brignano, passato anche da Zelig, a un certo punto pronuncia una battuta contro gli stand-up comedians: è chiaro che si senta in una dimensione superiore e però, per l’utente medio, tra le due ore e trentacinque dell’altra sera e i sette minuti di gag da quel vecchio palco, scegliere non è complicato.
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“Capii che era il mio riscatto. Un riscatto alla risposta”.
“Quando vide che la Chiesa che aveva costruito sembrava una casa, allora ci mise una croce sopra”.
“Ho fatto le scuole dell’obbligo. Mio padre mi ha obbligato ad andare a scuola”.
“Quanno ariva la manna dal cielo nun è che te chiedi chi te la manna”.
(Enricomincio da me, Best of).