“Dreams are my reality/The only kind of real fantasy”, e vai di ricordi, struggimenti, lacrime e sorrisi. La canzone di Richard Sanderson, che faceva da sfondo ai lenti, da ballare stretti stretti, è parte del successo del film Il tempo delle mele di Claude Pinoteau (Tv8 alle 21.30), successo planetario nel 1980. Per chi era adolescente in quegli anni, un manifesto. Le ragazze si riconoscono in Vic-Sophie Marceau, tredicenne sognatrice ribelle, con broncio e frangetta, che, tra problemi scolastici e familiari, si prende la prima solenne cotta per Mathieu (Alexandre Sterling). A casa si accumulano le tensioni tra il padre (Claude Brasseur) e la madre (Brigitte Fossey). L’unica che sembra capire Vic, è l’arzilla bisnonna Poupette (Denise Grey), che dispensa consigli («Questo nuovo ragazzo com’è? Ti piace? Se te lo chiedi vuol dire che ti piace»), e pillole di saggezza («Il matrimonio è l’arte di dividere in due i problemi che non si hanno quando si è soli»).
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“Dreams are my reality/The only kind of real fantasy”, e vai di ricordi, struggimenti, lacrime e sorrisi. La canzone di Richard Sanderson, che faceva da sfondo ai lenti, da ballare stretti stretti, è parte del successo del film Il tempo delle mele di Claude Pinoteau (Tv8 alle 21.30), successo planetario nel 1980. Per chi era adolescente in quegli anni, un manifesto. Le ragazze si riconoscono in Vic-Sophie Marceau, tredicenne sognatrice ribelle, con broncio e frangetta, che, tra problemi scolastici e familiari, si prende la prima solenne cotta per Mathieu (Alexandre Sterling). A casa si accumulano le tensioni tra il padre (Claude Brasseur) e la madre (Brigitte Fossey). L’unica che sembra capire Vic, è l’arzilla bisnonna Poupette (Denise Grey), che dispensa consigli («Questo nuovo ragazzo com’è? Ti piace? Se te lo chiedi vuol dire che ti piace»), e pillole di saggezza («Il matrimonio è l’arte di dividere in due i problemi che non si hanno quando si è soli»).
Per Marceau, che con il ruolo di Vic diventò una star anche in Giappone, uno choc. «All’inizio ho sofferto» ha spiegato a Le Parisien «Ero una ragazzina e non ero pronta a tutto questo. Non posso dire di averne avuto abbastanza, perché quando ne parlo vedo negli occhi delle persone un sorriso». Un entusiasmo che, a distanza di 45 anni, non è cambiato, perché la commedia su un’adolescente che si innamora per la prima volta, è un “come eravamo” collettivo per gli spettatori. «Riesce ancora a evocare, la loro giovinezza, la loro adolescenza, un’epoca intera» ha raccontato l’attrice, che deve moltissimo al film. Nel 1982 Girò Il tempo delle mele 2 (con Pierre Cosso) e nel 1988 L’étudiante con Vincent Lindon, distribuito in Italia come Il tempo delle mele 3. Il pubblico non ci cascò.