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Tiziana e Alessandro, i fratelli ritrovati: “Papà vi ha voluto bene”

Tiziana e Alessandro Baudo 

 

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L’ultimo messaggio ai figli affidato a un sacerdote. Lei è nata dal legame con Angela Lippi, lui è stato riconosciuto solo nel ‘96
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MILITELLO VAL DI CATANIA – La famiglia, i rapporti che si sciolgono, si recuperano, e nel migliore dei casi si ricompongono. O si perdono. Si finisce sempre lì, a fare i conti con gli affetti, specie nei momenti estremi della vita. Il funerale di Baudo riunisce i fratelli ritrovati, Tiziana e Alessandro, seduti una accanto all’altro in prima fila al funerale del padre. I figli del conduttore sono insieme, nel paese che si stringe intorno a loro e in diretta tv. C’è una discreta curiosità intorno a loro, Baudo, si sa, ha molto vissuto e amato. Lei, i capelli ondulati, alta e sottile, classe 1970, nata dal legame del conduttore con Angela Lippi, è mamma dei gemelli Nicholas e Nicole, che hanno quindici anni e hanno dedicato al nonno un cuscino di rose rosse.

MILITELLO VAL DI CATANIA – La famiglia, i rapporti che si sciolgono, si recuperano, e nel migliore dei casi si ricompongono. O si perdono. Si finisce sempre lì, a fare i conti con gli affetti, specie nei momenti estremi della vita. Il funerale di Baudo riunisce i fratelli ritrovati, Tiziana e Alessandro, seduti una accanto all’altro in prima fila al funerale del padre. I figli del conduttore sono insieme, nel paese che si stringe intorno a loro e in diretta tv. C’è una discreta curiosità intorno a loro, Baudo, si sa, ha molto vissuto e amato. Lei, i capelli ondulati, alta e sottile, classe 1970, nata dal legame del conduttore con Angela Lippi, è mamma dei gemelli Nicholas e Nicole, che hanno quindici anni e hanno dedicato al nonno un cuscino di rose rosse.

Alessandro, definito dai rotocalchi «il figlio segreto», è nato dalla relazione tra Baudo e Mirella Adinolfi, nel 1962. Ha un fisico massiccio, ma ricorda il padre. È stato riconosciuto solo nel 1996, dopo un lungo iter legale. Per anni non ha saputo di essere il figlio del conduttore, ha sempre pensato di essere il figlio di Tullio Formosa, marito della madre. Il riconoscimento è arrivato attraverso un processo e il test del Dna. Fa il musicista, è arrivato dall’Australia: «Ci vedevamo poco ma gli ho sempre voluto bene» ha raccontato. «Proprio in questi giorni di grande tristezza ho rivisto tante volte un video amatoriale che ci ritrae tutti insieme in Sicilia, papà abbraccia con affetto mio figlio Sean, ancora piccolo, mentre gli insegna alcune parole in italiano». Baudo è diventato nonno di Sean nel 1990. E poi bisnonno, il ragazzo ha avuto due figli, che però non ha conosciuto.

La vita privata di Pippo diventa di tutti anche in questa cerimonia per dagli l’ultimo saluto. Don Giulio Albanese è il padre spirituale che è stato accanto a Baudo fino all’ultima ora. Adesso svela il dolore degli ultimi giorni, la fragilità, le preoccupazioni di un uomo forte che, a 89 anni, sapeva di non avere più tempo. «Ha avvertito, soprattutto gli ultimi mesi di vita, il desiderio di fare una sintesi. Poco prima di morire» dice il sacerdote. «Pippo mi ha confidato che il successo, e lui ne ha avuto tanto, non basta a riempire i cuori da solo e non basta a rendere felici». E ha rivelato come Baudo avesse fatto anche una riflessione sul suo ruolo di genitore: «Pippo mi ha detto di ricordare ai suoi figli che gli ha voluto bene. Me lo ha ripetuto costantemente: “Forse a volte ho fatto fatica a essere diretto e esplicito, però una cosa la posso dire: ho sempre voluto bene ai miei figli”».

Forse, viene da pensare, l’uomo che ha dedicato la propria vita alla televisione, che aveva avuto il privilegio di fare della propria passione il suo lavoro, si era interrogato sul ruolo di padre. Chissà se sarà stato assalito da qualche senso di colpa nei confronti dei figli. Ma la famiglia di Pippo Baudo, per anni, era rappresentata anche da Dina Minna. Ha accompagnato il feretro nel viaggio da Roma a Militello, è stata definita dal padre spirituale «l’angelo custode di Pippo». Una vita all’insegna della discrezione, siede in terza fila. Le telecamere le dedicano un lungo primo piano. In mattinata era in chiesa a stringere mani e a controllare che tutto fosse a posto. Tante corone, sul cuscino di fiori bianchi, accanto alla bara, c’è il nastro “Famiglia Minna”. Il sindaco di Militello, Burtone, saluta i figli e Dina nel suo intervento. È questa la famiglia, stretta e allargata, di Pippo, riunita per l’addio nella chiesa dove da piccolo faceva il chierichetto.

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