Quella bella ragazza americana del 2007 è oggi una bella signora, qualificata come attivista. Attivista di sé stessa, soprattutto, e ne ha ovviamente facoltà — oltre ai mezzi. Si chiama Amanda Knox, prima condannata — insieme al controverso fidanzatino d’epoca Raffaele Sollecito — poi assolta per il celebre delitto di Perugia. Classico caso nel quale sullo sfondo, ma molto in lontananza, rimane la vittima, la coetanea inglese Meredith Kercher. Su Disney+ (ex posto delle favole) è arrivata in pieno agosto la fiaba nerissima: The twisted tale of Amanda Knox. Prodotta dalla medesima, nel titolo c’è il garbuglio della vicenda: la serie — otto episodi, dal 27 agosto il terzo — è la giusta punizione per gli appassionati di true crime che non si perdono un podcast o una puntata di talk show. Prima il delitto, poi le indagini con aria improvvisata e tutti, ma proprio tutti, i luoghi comuni, bensì autentici, di queste storie. Poi i processi, le condanne che vengono cancellate eccetera.
Quella bella ragazza americana del 2007 è oggi una bella signora, qualificata come attivista. Attivista di sé stessa, soprattutto, e ne ha ovviamente facoltà — oltre ai mezzi. Si chiama Amanda Knox, prima condannata — insieme al controverso fidanzatino d’epoca Raffaele Sollecito — poi assolta per il celebre delitto di Perugia. Classico caso nel quale sullo sfondo, ma molto in lontananza, rimane la vittima, la coetanea inglese Meredith Kercher. Su Disney+ (ex posto delle favole) è arrivata in pieno agosto la fiaba nerissima: The twisted tale of Amanda Knox. Prodotta dalla medesima, nel titolo c’è il garbuglio della vicenda: la serie — otto episodi, dal 27 agosto il terzo — è la giusta punizione per gli appassionati di true crime che non si perdono un podcast o una puntata di talk show. Prima il delitto, poi le indagini con aria improvvisata e tutti, ma proprio tutti, i luoghi comuni, bensì autentici, di queste storie. Poi i processi, le condanne che vengono cancellate eccetera.
L’appassionato — già mattoide di suo — con la serie, che è il punto di vista di Amanda, rischia di uscire di testa definitivamente. In senso buono, s’intende, forse accattivante nei suoi desideri. L’operazione (da qualche parte ci si dà di gomito scoprendo che tra le produttrici c’è anche Monica Lewinski) ha un timbro Usa fortissimo, impresso sul racconto ambientato in una Perugia che sa di Medioevo e non solo per il colpo d’occhio. “Guardate come andò” sembra dire Amanda — interpretata dalla bella e brava ragazza Grace Van Patten — quando carica di grottesco la confessione estorta allo sfinimento. E rimane — molto — in sospeso la domanda sul perché del suo accanimento, una volta assolta, nel tornarci su: però usando modi e toni di chi sa come funziona il giro mediatico ai nostri giorni. Protagonista non secondario, anzi, il buon Francesco Acquaroli dà volto e inquietudini al pm Mignini: dalle indagini sul Mostro di Firenze alla quasi inquisizione perugina, in una versione da italiano caricaturale che agli americani, veri destinatari della serie, deve piacere assai.
***
“Questi numeri e dati non si possono tirare per la giacchetta” (Daniela Santanché, 4 di sera, Rete4).