✕

Il ritorno di Presa diretta. Riccardo Iacona un combattente vecchio stile

Il giornalista e conduttore televisivo, Riccardo Iacona

 

Ascolta l'audio

Multischermo / La prima puntata della nuova stagione, su Rai 3, aveva già tutto quello che serviva per colorare di grigio i tempi a venire nell’immediato
1 minuti di lettura

Ma quale democrazia, dice l’attivista destro-evangelico americano all’intervistatore. E spiega: “Gli Stati Uniti sono una Repubblica rappresentativa”. Su distinguo di questo tipo si gioca il presente del pianeta: e quello che si può sintetizzare come il racconto del nuovo feudalesimo mondiale è l’ossatura della nuova stagione di Presa diretta, avviata domenica sera su Rai 3. Arriveranno puntate sul dissenso interno in Israele — tema di cui, per qualche motivo, si parla pochissimo — ma anche su cosa succede se salta il permafrost dei ghiacci ex eterni.

Diciamo che la prima puntata — ammesso che qualcuno sia tornato dalle ferie di buon umore — aveva tutto quello che serviva per colorare di grigio i tempi a venire nell’immediato e questo, con Riccardo Iacona combattivo attivista televisivo, usando il metodo dell’inchiesta vecchio stile. Il viaggio approfondito nella realtà del cristianesimo estremo d’America, vellicato da Trump quasi fosse al Meeting di Rimini, aveva passaggi che una vol…

Ma quale democrazia, dice l’attivista destro-evangelico americano all’intervistatore. E spiega: “Gli Stati Uniti sono una Repubblica rappresentativa”. Su distinguo di questo tipo si gioca il presente del pianeta: e quello che si può sintetizzare come il racconto del nuovo feudalesimo mondiale è l’ossatura della nuova stagione di Presa diretta, avviata domenica sera su Rai 3. Arriveranno puntate sul dissenso interno in Israele — tema di cui, per qualche motivo, si parla pochissimo — ma anche su cosa succede se salta il permafrost dei ghiacci ex eterni.

Diciamo che la prima puntata — ammesso che qualcuno sia tornato dalle ferie di buon umore — aveva tutto quello che serviva per colorare di grigio i tempi a venire nell’immediato e questo, con Riccardo Iacona combattivo attivista televisivo, usando il metodo dell’inchiesta vecchio stile. Il viaggio approfondito nella realtà del cristianesimo estremo d’America, vellicato da Trump quasi fosse al Meeting di Rimini, aveva passaggi che una volta si sarebbero definiti grotteschi: il guaio è che la categoria del grottesco è saltata in aria da tempo. Come sempre avviene in queste ricognizioni, il metodo rimane quello dell’ufficio facce (di jannacciana memoria).

Le interviste a fondamentalisti alternate a quelle di esseri raziocinanti e resistenti, avevano proprio nei volti delle persone l’invito a schierarsi. Funziona così tutto, ormai: e quando, nella lunga puntata, si è passati a parlare di post Covid, di anti-scienza in piena espansione e influenza aviaria alle porte, il discorso era identico. Certe facce da paura a rivendicare la libertà di fare come gli pare (vecchia citazione) e ad abbandonare l’Oms e, con l’aria di doversi giustificare, scienziati autentici e rara politica che prende a cuore la questione. Funziona così: e resistere, difendendo razionalità e riponendo speranze nei volti affidabili è tutto ciò che resta da fare.

***

“Il ministero starebbe studiando un aiuto per le famiglie più abbienti per l’acquisto dei libri scolastici” (Quello di Cristina Fantoni al Tg La7 è un comune lapsus. E comunque, nel dubbio, è meglio controllare, non si sa mai).

Leggi i commenti