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Battiato mistico, spirituale e inafferabile

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Multischermo / In piena notte o quasi, su Rai 3, il concerto-recital dello scorso maggio al Pantheon romano
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È materiale adatto per chi persegue con insistenza il cambio di paradigma egemonico in Rai (dopo la dittatura bolscevica degli ultimi decenni). È però un po’ frustrante trovarlo in piena notte o quasi, quella tra mercoledì e giovedì – e però su Rai 3 – quasi a voler intrattenere chi attendeva il derby del tennis tra Sinner e Musetti. Battiato – Le vie del sacro è stato un concerto-recital dello scorso maggio al Pantheon romano.

A ottant’anni dalla nascita e a quattro dalla scomparsa del genio autorale più oltranzista, e inafferrabile parecchio. Ma non abbastanza, visto che la serata, fortemente voluta dal ministero della Cultura, è iniziata proprio con il deferente invito a salire sul palco per il ministro Giuli, che ha salutato il sottosegr…

È materiale adatto per chi persegue con insistenza il cambio di paradigma egemonico in Rai (dopo la dittatura bolscevica degli ultimi decenni). È però un po’ frustrante trovarlo in piena notte o quasi, quella tra mercoledì e giovedì – e però su Rai 3 – quasi a voler intrattenere chi attendeva il derby del tennis tra Sinner e Musetti. Battiato – Le vie del sacro è stato un concerto-recital dello scorso maggio al Pantheon romano.

A ottant’anni dalla nascita e a quattro dalla scomparsa del genio autorale più oltranzista, e inafferrabile parecchio. Ma non abbastanza, visto che la serata, fortemente voluta dal ministero della Cultura, è iniziata proprio con il deferente invito a salire sul palco per il ministro Giuli, che ha salutato il sottosegretario Mazzi, con parole che esprimevano nette il concetto di appropriazione debita del Battiato mistico, quello dei brani attraversati da spiritualità, inafferrabile anch’essa – e qui ci starebbe un bel dibattito, visto che si è chiuso con La cura. È stato perché altrimenti il pubblico sarebbe andato a casa deluso, oppure perché il gioiello in questione fa davvero parte del filone mistico di Battiato? Chissà.

Comunque, al netto della passerella iniziale e delle rivendicazioni sottese, va da sé che tra la Messa arcaica per solo, cori e orchestra e altre folgorazioni in forma di brani che non hanno alcun paragone possibile nella storia musicale di casa nostra (Lode all’inviolato, probabilmente nella playlist di sempre del ministro Giuli) lo spettacolo recava il valore aggiunto della firma, a ogni passaggio. Non mancava, nelle interpretazioni, il Simone Cristicchi delle controversie recenti in tema di appartenenza: con lui Giovanni Caccamo, Amara e una sempre balsamica Alice. Piaceva, in chiusura di concerto, immaginare un Battiato che dall’alto, o da dove si pongono i suoi paradisi, dopo aver magari sussurrato un povera patria di circostanza, sorrideva comunque enigmatico, ancora più imprendibile.

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Al debutto di Domenica in – tranquilli, manca ancora un po’ – ci sarà Al Bano con la sua nuova canzone. Titolo: Vai Italia. Dove, non si sa, e forse è meglio non saperlo.

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