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BellaMa’ di sera, il top della tv più brutta degli ultimi anni

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Multischermo / Su Rai 2 il programma condotto da Pierluigi Diaco. Numeri autorali da paura, ospiti idem, testi spaventosi, una selva di doppisensi che avrebbero fatto inorridireun sergente di caserma anni Sessanta
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Il momento in cui Attilio Romita, ex mezzobusto, e Michele Cucuzza, idem, oggi settantenni, invadono la pista centrale sulle note di Joe Cocker e accennano uno spogliarello alla Nove settimane e mezzo entrerebbe di diritto al top della televisione più brutta degli ultimi anni. Se non fosse che svariati altri momenti della puntata ne insidiano il primato. C’è un problema serio, oppure a scelta è perfetto così, con la partenza di BellaMà di sera. Che necessita di una spiegazione – in pochi hanno voluto saperne di più di persona, domenica sera su Rai 2. Programmino leggero e quotidiano del pomeriggio, sulle orme di antiche cose del compianto Paolo Limiti.

Pierluigi Diaco è sempre un enigma avvolto in un conduttore enigmatico, ma alla fine, come faccia non si sa, riesce sempre ad alzare il livello di tolleranza in chi lo guarda. Di sera però è un altro discorso, non si può nemmeno parlare di tentativo ambizioso visto che l’ambizione è fatta in un altro modo. Numeri autorali da paura, ospi…

Il momento in cui Attilio Romita, ex mezzobusto, e Michele Cucuzza, idem, oggi settantenni, invadono la pista centrale sulle note di Joe Cocker e accennano uno spogliarello alla Nove settimane e mezzo entrerebbe di diritto al top della televisione più brutta degli ultimi anni. Se non fosse che svariati altri momenti della puntata ne insidiano il primato. C’è un problema serio, oppure a scelta è perfetto così, con la partenza di BellaMà di sera. Che necessita di una spiegazione – in pochi hanno voluto saperne di più di persona, domenica sera su Rai 2. Programmino leggero e quotidiano del pomeriggio, sulle orme di antiche cose del compianto Paolo Limiti.

Pierluigi Diaco è sempre un enigma avvolto in un conduttore enigmatico, ma alla fine, come faccia non si sa, riesce sempre ad alzare il livello di tolleranza in chi lo guarda. Di sera però è un altro discorso, non si può nemmeno parlare di tentativo ambizioso visto che l’ambizione è fatta in un altro modo. Numeri autorali da paura, ospiti idem, testi spaventosi e alla fine anche una selva di doppisensi di cui un paio avrebbero fatto inorridire anche un sergente di caserma anni Sessanta.

In avvio, fuori dal programma vero e proprio, medley di canzoni d’epoca e fin qui ci sta. Ma già ascoltare, annunciato come un grande evento, “il ritorno in Rai di Licia Colò” induceva anche l’animo più sensibile a una qualche esclamazione dialettale improntata a scarso interesse. A seguire, i Ricchi e poveri con i loro successi – dev’essere la milionesima apparizione identica – gli ex mezzobusti di cui sopra e infine Valeria Marini sdraiata su un letto rotondo a rispondere a finte domande ammiccanti da parte del pubblico.

Sui social sono riusciti a usare la terminologia giusta per definire la bruttezza di tutto quanto, qui ci sono meno spazi di manovra. E però davvero, visto che il pubblico che si accontenta di così poco non c’è, se proprio bisogna fare le altre puntate, servirebbe almeno metterci un minimo di voglia in più.

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È iniziata la settimana ufficiale nella quale in parecchi si pentono amaramente di essersi lamentati per la scarsa programmazione tv in estate.

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