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Aria nuova agli Emmy: la sorpresa delle prime volte

Seth Rogen, coautore e protagonista di "The studio"

 

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Ai premi per le serie tv vincono titoli nuovi e coraggiosi e non quelli consolidati o prevedibili. Riconoscimenti per The studio, The pitt e il ragazzino di Adolescence
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LOS ANGELES – Con il suo bottino di Emmy infilati tra le braccia in sala stampa, Seth Rogen, abito di velluto color cioccolato, somiglia all’omino di pan di zenzero di Pasticciopoli in Carnevalesca; un personaggio che ha saputo concedere (o restituire) le ali della satira a quella città chiamata Hollywood. La star e co-creatore di The studio, 43 anni, ha appena intascato il suo personale oro come miglior attore in una serie comica per il ruolo di Matt Remick nella serie di Apple Tv+. «Non ho mai vinto niente in vita mia — ha detto sul palco del Peacock Theater di Los Angeles — quando ero bambino ho comprato a un’asta un trofeo di bowling di seconda mano, e i miei genitori mi dissero: sì, buona idea comprarlo usato». Questo è il suo primo Emmy e Rogen se l’è conquistato scrivendo e producendo commedie strafumate come Superbad e progetti capaci di scatenare incidenti diplomatici — The interview accelerò la cyber guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord.

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LOS ANGELES – Con il suo bottino di Emmy infilati tra le braccia in sala stampa, Seth Rogen, abito di velluto color cioccolato, somiglia all’omino di pan di zenzero di Pasticciopoli in Carnevalesca; un personaggio che ha saputo concedere (o restituire) le ali della satira a quella città chiamata Hollywood. La star e co-creatore di The studio, 43 anni, ha appena intascato il suo personale oro come miglior attore in una serie comica per il ruolo di Matt Remick nella serie di Apple Tv+. «Non ho mai vinto niente in vita mia — ha detto sul palco del Peacock Theater di Los Angeles — quando ero bambino ho comprato a un’asta un trofeo di bowling di seconda mano, e i miei genitori mi dissero: sì, buona idea comprarlo usato». Questo è il suo primo Emmy e Rogen se l’è conquistato scrivendo e producendo commedie strafumate come Superbad e progetti capaci di scatenare incidenti diplomatici — The interview accelerò la cyber guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord.

Una scena di "The studio" 

I premi che celebrano le serie hanno portato una ventata di novità: i principali riconoscimenti sono andati a produzioni nuove di zecca, oltre a The studio anche The pitt che ha vinto come miglior serie drammatica; Adolescence (Netflix) ha dominato la categoria delle miniserie. I premi per la recitazione hanno inaugurato il filone delle prime volte: non solo i veterani Seth Rogen e Noah Wyle, ma Owen Cooper, che a 15 anni diventa il più giovane vincitore di un Emmy come miglior attore non protagonista in una miniserie. «Fino a tre anni fa non ero niente, ora sono qui» ha detto commosso Cooper, che in Adolescence interpreta il giovane accusato di aver ucciso a coltellate una coetanea.

Emmy. La lezione di Owen Cooper, star di Adolescence: "Se ti concentri tutto è possibile nella vita"

Wyle, miglior attore in una serie drammatica per il medical The pitt, ha puntato i riflettori sui lavoratori del pronto soccorso e gli infermieri eroi. Ma è The studio a lasciare il segno, aggiudicandosi più premi (13) in una singola edizione degli Emmy di qualsiasi altra serie comica.

Noah Wyle 

Lo stesso Rogen, nei panni del dirigente della società fittizia Continental Studios, non è lontano come caricatura dai classici executive dell’industria, schiacciati da riunioni di marketing, brainstorming e indici di streaming. In una puntata della prima stagione, il suo personaggio arriva ai Golden globe pieno di aspettative e resta deluso perché trova influencer che si fanno selfie. Social media e intelligenza artificiale hanno soppiantato editor e pr, e un nuovo modello economico sembra lontano anni luce.

Una scena di "The pitt": la serie arriverà in Italia in esclusiva dal 24 settembre su Sky e Now 

Ne sa qualcosa un altro vincitore, il favorito sentimentale della serata, Stephen Colbert, premiato per The late show come miglior talk un paio di mesi dopo che la CBS ne ha annunciato la cancellazione, citando pressioni finanziarie. Cori di “Stephen, Stephen” si sono levati in sala, prima del discorso: «Dio benedica l’America. Siate forti, coraggiosi, e se l’ascensore cerca di portarvi giù, ribellatevi e puntate più in alto».

Stephen Colbert 

Una serata di slalom tematici tra distopia (Scissione, super candidata, si è guadagnata due statuette), beneficenza e politica: manifestazioni di sostegno alla Palestina e fischi contro il definanziamento delle emittenti pubbliche da parte di Washington. Accettando un Emmy per il ruolo in Hacks, Hannah Einbinder ha concluso il discorso con “Free Palestine”.

Emmy, il grido di Hannah Einbinder: "Go birds, fuck Ice and free Palestine"

Poco prima, Javier Bardem ha sfilato sul red carpet indossando una kefiah e ha espresso il suo sostegno a Film workers for Palestine: «Non posso lavorare con chi giustifica o sostiene il genocidio».

Emmy, la denuncia di Bardem: "A Gaza un genocidio, immagine di Israele non va riciclata con i film"

Circa 4000 professionisti del settore hanno chiesto un blocco commerciale e sanzioni nei confronti di Israele. Alla lettera, Paramount ha risposto in questi termini: “Crediamo nel potere, che hanno le storie, di unire e ispirare le persone, promuovere la comprensione reciproca e preservare i momenti, le idee e gli eventi che plasmano il mondo che condividiamo. Mettere a tacere singoli artisti creativi in base alla loro nazionalità non promuove una migliore comprensione né fa avanzare la causa della pace».

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