Il suo nome era Gary Coleman ma per tutti era Arnold, l’indimenticabile bambino protagonista della sitcom anni 80 Il mio amico Arnold. La serie (il cui titolo originale era Diff'rent strokes) tenne incollati gli spettatori di mezzo mondo dal 1978 al 1986, in Italia arrivò nel 1980 con il titolo Harlem contro Manhattan, diventato poi Il mio amico Arnold.
La sitcom raccontava la vita in casa Drummond, una famiglia composta dal vedovo milionario Philip Drummond (Conrad Bain), sua figlia Kimberly (Dana Plato), i due figli adottivi, i fratelli Arnold (Gary Coleman) e Willis (Todd Bridges), insieme all’affettuosa e simpatica tata, la signora Garrett (Charlotte Rae). Ma il successo della serie era dovuto al piccolo Arnold, un bambino afroamericano, piccolo e grassottello dall'irresistibile senso dell'umorismo e dalla battuta diventata un tromentone, "che cavolo stai dicendo, Willis", con cui il ragazzino rimbrottava il fratello.
Ma la vita spensierata che scorreva sul piccolo schermo non corrispondeva a quella del vero Gary Coleman, che non era affatto un bambino ma un uomo, adulto e minato nel fisico. Il suo sviluppo era stato compromesso da una forma di insufficienza renale che lo aveva torturato fin dall'infanzia. La vera storia è raccontata in Gary. Io ero Arnold, lo speciale di 90 minuti distribuito da Nbc Universal in onda martedì 23 settembre su Sky Crime e in streaming su Now.
"Gary, io ero Arnold" un doc sulla fragile vita di Gary Coleman
Il doc ripercorre la sua esistenza segnata da una grave malattia cronica che lo costrinse a vivere tra ospedali e dialisi, sin da giovanissimo. Lo speciale svela anche il lato oscuro della sua carriera: lo sfruttamento economico da parte della sua stessa famiglia, le cause legali, la solitudine e una lunga discesa nella depressione. Dal passato di Gary affiora anche una brutta storia di violenza domestica con Shannon Price, la donna che sposò nel 2007 e da cui divorziò poco dopo. Fu arrestato e in seguito, per riabilitarsi di fronte al pubblico televisivo, accettò di partecipare a The insider ma appena fu affrontato l’argomento Coleman si arrabbiò e lasciò lo studio dopo aver offeso le giornaliste che lo stavano intervistando.
Coleman aveva tentato anche la carta della politica, nel 2003 annunciò la sua candidatura a governatore della California ma, per ironia della sorte, il "piccolo Arnold" fu battuto dal "grande Arnold", Schwarzenegger.
Una parabola drammatica che si è conclusa con la morte prematura, avvenuta nel 2020 a soli 42 anni. Attraverso interviste inedite, testimonianze dei familiari e nuove rivelazioni sulle circostanze della sua scomparsa, Gary. Io ero Arnold ricostruisce la parabola di un talento precoce e fragile, lasciato senza la protezione necessaria e intrappolato in un sistema che gli ha negato la possibilità di crescere davvero, cercando di fare luce sulla vita di una star della tv e sulla complessa e spesso amara realtà nascosta dietro il fascino della fama.