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Giannetta: “All’università facevo politica, per fare l’attrice mi sono isolata, ma l’impegno rimane”

Maria Chiara Giannetta, 33 anni (ansa)

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Dal 24 settembre sarà su Prime Video in “Hotel Costiera”, dal 29 su Rai 1 con “Blanca” e tornerà sul set con Maurizio Lastrico. “A 19 anni, a Roma, da sola per studiare recitazione non è stato facile...”
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ROMA – Maria Chiara Giannetta è reduce da una lunga estate di riposo: “Ho fatto due mesi di vacanza, mai successo”. Culminati con la proiezione, nella periferia di Foggia, di Thelma e Louise, il suo film del cuore che ha presentato nella rassegna Schermi Cinema Multipiazza dell’amico Gianmarco Saurino.


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Ora l’attrice foggiana, 33 anni, ha tantissimi titoli in arrivo nel giro di pochi mesi. Si comincia con la serie internazionale di Adam Bernstein Hotel Costiera (dal 24 su Prime Video), si prosegue con la terza stagione di Blanca (dal 29 su Rai1), poi arriverà Rosa elettrica su Sky, girata con il compagno Davide Marengo. In Hotel Costiera l’attore americano Jesse Williams è l’ex marine Daniel De Luca che, in costiera amalfitana per pochi giorni, finisce per starci dei mesi, un po’ ospite un po’ “risolutore di problemi” per il proprietario dell’albergo con vista mozzafiato, interpreta…

ROMA – Maria Chiara Giannetta è reduce da una lunga estate di riposo: “Ho fatto due mesi di vacanza, mai successo”. Culminati con la proiezione, nella periferia di Foggia, di Thelma e Louise, il suo film del cuore che ha presentato nella rassegna Schermi Cinema Multipiazza dell’amico Gianmarco Saurino.


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Ora l’attrice foggiana, 33 anni, ha tantissimi titoli in arrivo nel giro di pochi mesi. Si comincia con la serie internazionale di Adam Bernstein Hotel Costiera (dal 24 su Prime Video), si prosegue con la terza stagione di Blanca (dal 29 su Rai1), poi arriverà Rosa elettrica su Sky, girata con il compagno Davide Marengo. In Hotel Costiera l’attore americano Jesse Williams è l’ex marine Daniel De Luca che, in costiera amalfitana per pochi giorni, finisce per starci dei mesi, un po’ ospite un po’ “risolutore di problemi” per il proprietario dell’albergo con vista mozzafiato, interpretato da Tommaso Ragno, e da sua figlia Adele, interpretata da Giannetta.

"Hotel Costiera", il teaser della nuova serie con Jesse Williams girato in costiera amalfitana

“Hotel Costiera” è il suo primo progetto internazionale. La sfida più difficile?

"Sicuramente recitare sempre in inglese. Dopo il provino ho cominciato subito a prepararmi con una coach, Marcela, stupenda, perché il mio inglese era buono ma avevo bisogno di fare conversazione tutti i giorni. Poi è arrivato lo sciopero a Hollywood e si è fermato tutto, io però ho continuato a prepararmi e soprattutto ho chiesto di avere prima possibile i dialoghi perché in inglese non posso certo improvvisare alla Blanca. Quando è stato il momento di arrivare sul set ero pronta”.

Con Jesse Williams avete creato una coppia da commedia sofisticata. Il rapporto tra il suo personaggio Adele e quello dell’ex marine di tensione costante.

"Jesse è un attore fantastico, sempre disponibile e accogliente. Il mio è un personaggio che tira fuori la commedia dalle situazioni, perché di per se Adele non avrebbe niente da ridere. Jesse ha cavalcato molto questa rigidità di Adele prendendola per il culo platealmente ma lei è un personaggio che non riesce a sbottonarsi. Ad un certo punto anche lei perde la brocca e sarà molto divertente. Con De Luca sono due opposti e da lì nasce la commedia”.

Arriva la terza stagione di Blanca, un grande successo. Che impatto ha avuto questa serie?

"Grande. È stata bella l’accoglienza per questa poliziotta cieca, mi piace come viene raccontata con il suo coraggio ma anche la sua fragilità. Con Blanca ho avuto una libertà grande, mi ha permesso anche di allontanarmi dalla sceneggiatura, cercare momenti di commedia. La serie poi è completa perché c’è l’azione, il dramma, tutte le sfumature”.

È il ruolo per cui la fermano di più?

"Quando vado in giro non sono molto riconoscibile, sono sempre piuttosto diversa dai miei personaggi, però qualche volta mi fermano perché riconoscono la voce di Blanca. Allora allo spettatore dico ‘bene, sei stato attento, non stavi cucinando mentre guardavi la serie’. Sono soprattutto i giovani i più colpiti da Blanca”.

(ansa)

Nella nuova stagione cambiano un po’ di cose. A partire dal cane Linneo, che non c’è più. Al suo posto?

"Era una scelta obbligata, Fiona – il vero nome del cane che interpreta Linneo - era diventata troppo grande. Non è stata una scelta facile, ci siamo chiesti se fosse meglio avere una copia di Fiona, poi siamo andati in tutt’altra direzione: ci sarà Ronda, spelacchiata e simpatica, un disastro come Blanca. Abbiamo avuto poco tempo prima di iniziare le riprese per familiarizzare ma poi sul set ci siamo presi i nostri tempi. Anche perché con un cane l’unica è improvvisare, nel primo episodio ha spaccato una lampada, ma veramente, non per fiction. Le reazioni di Giuseppe Zeno e mie sono assolutamente reali e il regista le ha tenute”.

Da Venezia ai cortei per la Palestina, in primo piano c’è l’impegno degli artisti. In passato lei ha parlato di fecondazione assistita e accanimento terapeutico, alle Iene ha ricordato “un popolo che dopo 80 anni deve poter vivere in pace”, fa parte del laboratorio Una Nessuna Centomila. Che cosa è per lei l’impegno?

"Pochi giorni fa ero a un concerto per la Palestina e sul palco, tra i vari cantanti, è salita un’infermiera di Emergency appena tornata per la seconda volta da Gaza. Col suo discorso ci ha stesi tutti perché ha parlato del suo senso di colpa di essere qui invece che a Gaza, però ha detto una cosa molto vera. Ognuno di noi ha una voce, e aggiungerei una responsabilità. Come artisti abbiamo in più la visibilità, utilizzarla intelligentemente significa trovare il proprio modo per dare voce a queste questioni. Io posso parlarne, appuntarmi la spilletta del “cessate il fuoco”. I sensi di colpa sono solo un ostacolo – come ha detto questa infermiera – dobbiamo metterli da parte e con consapevolezza capire qual è la nostra voce. Perché tutti l’abbiamo”.

Maria Chiara Giannetta è "Rosa elettrica": "Una ragazza vittima delle paure, un po' come ero io"

C’è attesa anche per “Rosa elettrica”, una serie d’azione in cui interpreta un’agente sotto copertura.

"Quando finisci di girare e provi già nostalgia, vuol dire che si è lavorato bene. Nonostante la stanchezza, dopo quattro mesi e mezzo di riprese, ho pensato che altri dieci giorni li avrei fatti volentieri. La cosa più entusiasmante è stato l’on the road dalla Campania al Trentino passando per Lazio ed Emilia, ogni settimana un posto diverso. Una settimana a Gaeta. Abbiamo rischiato quando siamo arrivati in montagna, a Val d’Ultimo, vicino a Merano, abbiamo finito le riprese in maglietta il giorno prima che venisse giù un metro di neve. Era proprio il finale di serie quindi siamo stati fortunati, 24 ore e tutto sarebbe stato più complicato. La legge della montagna è impietosa, abbiamo dovuto fare delle modifiche per via del maltempo ma la neve per fortuna l’abbiamo scampata".

Il regista della serie, Davide Marengo, è il suo compagno. Cosa ha imparato di nuovo lavorandoci insieme?

"Tutti ci sconsigliavano, ci dicevano chi ve lo fa fare? Un’ansia… Invece è andato tutto molto bene. Stiamo insieme da otto anni, lavorare con una persona che conosci così bene facilita il lavoro, non lo complica. Hai un linguaggio privilegiato. Ogni regista va tradotto, va capito cosa ti sta chiedendo, mentre con lui la comunicazione è immediata. Sul set Davide ha un’autorità ferma e pacata che non vedo nel privato, sul set coordinava una troupe di cinquanta persone con toni che conosco bene ma non con tutte queste persone. Ha creato un luogo di lavoro sano e divertente, lui non urla mai”.

Di film ne ha girati ma la popolarità è arrivata con le serie. Ma era nel cast di “Follemente”, il film italiano che ha incassato di più nella stagione appena passata.

"Nove giorni di riprese di fila insieme a colleghe incredibili, Fanelli, Puccini e Pandolfi, io ero la più piccola e con molta meno esperienza, mi hanno coccolata, un sostegno vero. Il riscontro del pubblico è stato incredibile. Io non ho tanta esperienza di presentazioni, vedere quelle sale piene è stato emozionante. Edoardo Leo mi ha detto: non ti abituare perché non sempre è così, con la gente che resta fuori. È stato interessante vedere le dinamiche dietro un film di grande successo popolare".

Come è avvenuto il colpo di fulmine con la recitazione?

"Ho iniziato a fare teatro da bambina a Sant’Agata di Puglia dove andavo in vacanza con i miei genitori. C’era una maestra bravissima, facevo teatro con lei d’estate e poi, siccome lo spettacolo si faceva a Natale, i miei genitori quasi tutti i weekend mi portavano a fare le prove, hanno fatto dei sacrifici incredibili. Questo per tre o quattro anni, poi mi sono iscritta a un corso di teatro a Foggia e piano piano sono entrata nella compagnia, aprivo il teatro, sbigliettavo, facevo quello che serviva. A 18 anni mi sono diplomata, non avevo le idee chiare e mi sono iscritta a Lettere e filosofia a Foggia, ho fatto più attività politica che altro. Andavo alle manifestazioni e quando dovevo organizzare sit-in di fatto utilizzavo tutte le tecniche che avevo imparato a teatro. Poi, tramite il mio amico Gianmarco Saurino, ho capito che potevo provare ad andare a Roma. Lui e suo fratello, Marcello Saurino, ottimo montatore, stavano al Centro Sperimentale e così l’anno dopo ci ho provato anche io”.

L’arrivo a Roma a 19 anni.

"Tostarello. Io sono del segno del Toro, sono pigra, ho bisogno di stimoli esterni. Non conoscevo nessuno, mi dividevo fra casa e l’Accademia, studiavo, zero vita sociale. Questo mi ha portato a isolarmi, che è il mio modo di reagire, contro il quale ho sempre dovuto combattere, mi ha aiutato la terapia. Nell’ultimo anno di Centro ho tirato fuori il coraggio di andare a prendere le cose e non aspettare che mi succedessero, è scattato qualcosa ed è iniziato tutto”.

Sanremo 2022, lo show di Giannetta e Lastrico tutto da ridere con le frasi delle canzoni

Quest’anno si riforma la coppia con Maurizio Lastrico (con cui ha fatto Don Matteo e condiviso il palco di Sanremo). Avete girato “La sindrome degli amori passati”, remake di un film belga su una coppia che non riesce ad avere figli e viene loro proposta la soluzione di andare a letto con tutti gli amanti del passato.

"Avevamo voglia di lavorare ancora insieme. Abbiamo incontrato la regista Chiara Malta (Linda e il pollo, ndr), italiana ma che lavora da vent’anni in Francia, e ci ha parlato di questa storia piuttosto folle. Maurizio e io siamo abituati a credere anche alle cose più assurde, speriamo che il pubblico ci segua. Il gusto francese della commedia è un po’ diverso dal nostro, all’inizio eravamo un po’ spiazzati ma poi ci siamo fidati della regista e abbiamo lasciato le redini”.

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