Per ora, La pennicanza su Radio 2 basta e avanza. Ospite del Festival dello spettacolo a Milano, Fiorello ha spento tutte le chiacchiere sulla sua presenza al prossimo festival di Sanremo. «Dopo cinque volte, basta: non lo farei per rispetto verso Amadeus, non sarebbe giusto — ha detto lo showman rispondendo a domanda precisa del direttore di Tv Sorrisi e canzoni, Aldo Vitali — Conti è una persona straordinaria e lui stesso lo sa, e non sarebbe giusto, anche per chi lo guarda, vedermi sempre lì». Il gusto della provocazione, però, è rimasto identico: «Certo, mai dire mai — ha aggiunto, lasciando come sempre un piccolo dubbio sulle sue reali intenzioni — ma può bastare così».
A 65 anni, Fiorello sembra orientato a una drastica riduzione d…
Per ora, La pennicanza su Radio 2 basta e avanza. Ospite del Festival dello spettacolo a Milano, Fiorello ha spento tutte le chiacchiere sulla sua presenza al prossimo festival di Sanremo. «Dopo cinque volte, basta: non lo farei per rispetto verso Amadeus, non sarebbe giusto — ha detto lo showman rispondendo a domanda precisa del direttore di Tv Sorrisi e canzoni, Aldo Vitali — Conti è una persona straordinaria e lui stesso lo sa, e non sarebbe giusto, anche per chi lo guarda, vedermi sempre lì». Il gusto della provocazione, però, è rimasto identico: «Certo, mai dire mai — ha aggiunto, lasciando come sempre un piccolo dubbio sulle sue reali intenzioni — ma può bastare così».
A 65 anni, Fiorello sembra orientato a una drastica riduzione di ritmi e fatiche. Alle sollecitazioni del pubblico, che lo ha incitato a più riprese a tornare ai suoi megashow del sabato sera, ha risposto declinando l’invito. Le motivazioni? L’età che avanza. «Pensare di fare adesso un varietà che dura tre ore, vorrebbe dire cominciare alle 11 e finire alle 6 del mattino... — ha risposto — Una volta alle 20.30 i tg annunciavano direttamente il programma che cominciava subito. La mia non è una critica, ogni cosa è figlia del suo tempo: all’epoca andava bene così e se adesso la prima serata slitta, e ci sono milioni di telespettatori che stanno lo stesso davanti alla tv a vedere Affari tuoi e La ruota della fortuna, vuol dire che va bene così, e non importa se il resto va tardi».
Ma non è solo questione di orari: nel suo intervento pieno di gag Fiorello ha sottolineato, con ironia, i segni del tempo che passa. Ricordando quanto accaduto pochi giorni fa, quando ha dovuto rinunciare alla sua presenza in studio per la prima puntata di La pennicanza a causa di una indisposizione: «Ho avuto un attacco di pressione — ha scherzato — il dottore ha diagnosticato un’ansia da prestazione e se dopo 40 anni di carriera ho ancora queste ansie... fatemi un applauso». Per poi aggiungere: «In realtà sono molto ipocondriaco».
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Poi, per restare sulla cronaca, ha dedicato un largo spazio a Sinner, attaccato in questi giorni per la decisione di non partecipare alla Coppa Davis. Dopo aver definito «brutte e sbagliate» le critiche, ha difeso con forza il tennista: «Cosa vuol dire che non è italiano? È dell’Alto Adige e ha quell’accento lì e io sono siciliano e ho il mio accento — ha detto — l’Italia è bella per questo. Sinner non è il primo, e riguardo alla Coppa Davis lui sa cosa deve fare, un campione così si deve amministrare bene». E ha concluso: «Ci sta regalando gioie che noi amanti del tennis mai avremmo pensato di vivere: oggi abbiamo il numero uno al mondo, ed è un italiano. A me questo basta. Vedere lui che gioca con una bandiera italiana grossa così, cosa vogliamo di più?».