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Sanremo, le scelte ecumeniche di Conti: l'icona Patty Pravo, i figli d’arte e i nuovi rapper

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Dieci donne su trenta artisti. Nessun tema stilistico portante. E si annuncia l’ennesima maratona
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Come ha detto Carlo Conti annunciando i 30 Big in gara a Sanremo, “avremo tanti sapori diversi, per accontentare un po’ tutti”. Rispetto alle scorse edizioni, non c’è un tema stilistico portante: non sarà l’ennesimo specchio delle classifiche degli streaming ma non sarà nemmeno il Club Tenco, come qualcuno aveva paventato. Qualche nome era stato largamente anticipato da Repubblica (Tommaso Paradiso, Fulminacci, Mara Sattei, Malika Ayane, Fedez & Masini, Serena Brancale, Ermal Meta, Arisa), altri sono sorprendenti: su tutti le Bambole di Pezza, iconica punk band femminile che, tra ritorni e cambi di formazione, è in giro da oltre vent’anni.

C’è una quota rap, nemmeno così ridotta come sembrava si potesse ipotizzare, con spazio anche per Samuray Jay, artista napoletano conosciuto soprattutto per il singolo estivo Halo. Per il resto, un gran minestrone pieno di ingredienti: torna Patty Pravo, unica rappresentante…

Come ha detto Carlo Conti annunciando i 30 Big in gara a Sanremo, “avremo tanti sapori diversi, per accontentare un po’ tutti”. Rispetto alle scorse edizioni, non c’è un tema stilistico portante: non sarà l’ennesimo specchio delle classifiche degli streaming ma non sarà nemmeno il Club Tenco, come qualcuno aveva paventato. Qualche nome era stato largamente anticipato da Repubblica (Tommaso Paradiso, Fulminacci, Mara Sattei, Malika Ayane, Fedez & Masini, Serena Brancale, Ermal Meta, Arisa), altri sono sorprendenti: su tutti le Bambole di Pezza, iconica punk band femminile che, tra ritorni e cambi di formazione, è in giro da oltre vent’anni.

C’è una quota rap, nemmeno così ridotta come sembrava si potesse ipotizzare, con spazio anche per Samuray Jay, artista napoletano conosciuto soprattutto per il singolo estivo Halo. Per il resto, un gran minestrone pieno di ingredienti: torna Patty Pravo, unica rappresentante della quota anni 60 e 70 e ci sono ben tre figli d’arte (Tredici Pietro, LDA e Leo Gassman). Dieci artisti su 30 sono donne, e forse la quota è ancora troppo bassa, visto che alcune presenza maschili non sembrano, almeno sulla carta, esattamente indispensabili. E difficilmente vedremo “scandali” sul palco, anche se alla fine non si sa mai.

(ansa)

Come sempre, direbbe il saggio, conteranno le canzoni: i precedenti di alcuni dei protagonisti non creano suggestioni particolari, ma i pronostici lasciano il tempo che trovano. Manca il big da classifica, quello che riempie gli stadi o gli ippodromi: ma Sanremo serve anche a lanciare nuovi fenomeni, e quindi chissà. La prima impressione è quella di una medietà spalmata su 30 performance: viene da chiedersi se davvero, con un cast così, fosse indispensabile mettere in piedi l’ennesima maratona. Per adesso ripassiamo il manuale del “chi è chi”, perché in fondo è tutto un grande gioco. Anche troppo.

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