Max Giusti: “Figlio di metalmeccanico cresciuto tra la gente, rispetto chi ho davanti. Anche in tv”
di Rita CeliROMA – C’è l’entusiasmo della novità, l’orgoglio di essere stato scelto ma anche un po’ di ansia per il debutto. Ma per Max Giusti la cosa più importante sarà riuscire a entrare di nuovo nelle case degli italiani. Sarà lui infatti alla guida della nuova edizione, la 14esima, di Caduta libera, da domenica 7 dicembre ogni giorno alle 18.45 su Canale 5. Raccoglie il testimone da Gerry Scotti che lo ha condotto con successo per anni e che ora è impegnato su più fronti. “Gerry mi ha veramente messo una mano sulla spalla in quest'ultimo periodo, è una cosa che non capita sempre” dichiara con riconoscenza verso il collega. Al suo fianco Isobel Fetiye Kinnear, ballerina finalista di Amici nel 2023.
Cominciamo dall'inizio, dal contratto in esclusiva con Mediaset annunciato qualche mese fa. Cos'è che l’ha convinta a fare questo passo?
“Il fatto di essere io l'unic…
ROMA – C’è l’entusiasmo della novità, l’orgoglio di essere stato scelto ma anche un po’ di ansia per il debutto. Ma per Max Giusti la cosa più importante sarà riuscire a entrare di nuovo nelle case degli italiani. Sarà lui infatti alla guida della nuova edizione, la 14esima, di Caduta libera, da domenica 7 dicembre ogni giorno alle 18.45 su Canale 5. Raccoglie il testimone da Gerry Scotti che lo ha condotto con successo per anni e che ora è impegnato su più fronti. “Gerry mi ha veramente messo una mano sulla spalla in quest'ultimo periodo, è una cosa che non capita sempre” dichiara con riconoscenza verso il collega. Al suo fianco Isobel Fetiye Kinnear, ballerina finalista di Amici nel 2023.
Cominciamo dall'inizio, dal contratto in esclusiva con Mediaset annunciato qualche mese fa. Cos'è che l’ha convinta a fare questo passo?
“Il fatto di essere io l'unica scelta, di non arrivare dopo nessuno. Volevano proprio me, e questo ha fatto tutta la differenza del mondo, insieme a un'altra parola che è diventata quasi rara nel nostro mestiere: progetto a lungo termine. Già è abbastanza difficile avere una lunga programmazione, ma la progettazione mi ha veramente conquistato”.
Quindi è solo l'inizio.
“Speriamo. Intanto facciamolo bene. Facciamo un mestiere, soprattutto in certe fasce orarie, in cui siamo legati agli ascolti. Speriamo di avere dei buoni risultati legati a un buon programma, a un buon prodotto, perché le cose vanno di pari passo, ma se non ci sono entrambi è difficile andare avanti. Devo superare questo primo gradino, farmi accettare con un formato nuovo di un programma che è sempre stato fatto dal re dell'accoglienza televisiva Gerry Scotti”.
Con Caduta libera prende il posto di Paolo Bonolis in una fascia oraria che se la deve vedere con L'eredità. Che armi ha per affrontare la sfida con la ghigliottina?
“Lo so che devo fare buoni ascolti ma non credo di dovermene fare un problema sin dall'inizio. Tra l'altro il primo che mi ha telefonato pochi giorni fa, quando abbiamo iniziato le prove, è stato Marco Liorni. Lo ringrazio perché è una persona straordinaria in tv, ma anche fuori. Di certo non mi metto l'elmetto per andare contro di lui. Io me la ricordo la televisione con un canale solo e poter scegliere tra due programmi è già una ricchezza. Ce ne sono tanti in quella fascia oraria, credo che ci sia posto per L'eredità e anche per me”.
Però per gli ascolti è guerra tra Canale 5 e Rai 1.
“Ottenere ascolti alti come quelli dell'Eredità penso sia una chimera. L'importante è cercare di fare un risultato che possa soddisfare l'editore. Se sono qui lo devo a Mediaset, e anche a Scotti e Bonolis perché hanno pensato che potessi essere la persona giusta: mi inorgoglisce e mi responsabilizza. Adesso sta a me farmi apprezzare, farmi voler bene dal pubblico, che deve accettare il cambiamento di viso, di tono, di voce, di modo di fare. Credo che serva un assestamento prima di decidere di aprirmi le porte di casa. Quindi questa è la cosa più importante, poi ci saranno i confronti con L'eredità, ma speriamo di arrivarci”.
Alle spalle ha programmi popolari come 99 da battere e sette edizioni di Boss in incognito che le hanno dato la possibilità di incontrare persone con le loro storie.
“Sono figlio di un metalmeccanico e di una commessa di una ferramenta, sono cresciuto e sto tutto il giorno in mezzo alla gente. Sono curioso e soprattutto sono molto rispettoso perché bisogna avere il desiderio di capire chi hai davanti e che storia ha da raccontare. Spesso, davanti a una telecamera, le persone si aprono, dicono cose che in privato, per assurdo, non hanno il coraggio di dire perché pensano che quel mezzo vada a autenticare un sentimento, un'esperienza. Quello che faccio io è semplicemente non perdermi questi momenti, delicati ma anche molto forti. Io ho vissuto un paio di situazioni a Boss in incognito che mi hanno molto provato, e ho la fortuna di essere rimasto in contatto con alcuni di loro. Io non sono mai uno che si gira dall'altra parte e soprattutto sono uno che non ti prende mai in giro. Amo scherzare col pubblico, improvvisare, ma non prendo mai in giro. A me Boss in incognito mi ha ricordato come si campa”.
Le manca?
“No, avevo dato tutto, avevo bisogno di aria nuova. Magari tra qualche anno, anche perché ormai è difficilissimo essere in incognito, perché il programma ha avuto un successo che per me era sempre più faticoso cercare di non essere scoperto. Ho fatto sette edizioni, può bastare”.
Tra le altre cose che ha dovuto accantonare c’è anche il tavolo di Fazio.
“Sono stati due anni fantastici. Ringrazio Fazio e tutti i colleghi per come mi hanno accolto al tavolo, da Frassica a Pantani e Paolantoni. Mi sono divertito, farei Malgioglio a vita. Ogni tanto lo faccio riposare”.
Ha dovuto interrompere anche GialappaShow.
“Non mi mancano perché ho sentito Marco Santin poco fa. Spero di essere bravo e fare un grande percorso a Mediaset e spero che magari i Gialappi tornino a Mediaset per lavorare un po' insieme”.
Nella nota che annunciava il suo arrivo a Mediaset si parlava di progetti dall'intrattenimento alla comicità, quindi c'è qualche possibilità in prospettiva.
“Questa cosa mi fa sentire un'artista in serie A, uno dei numeri uno della tv italiana, perché finalmente posso rispondere che mi devo chiudere in un laconico no comment perché non posso dire nulla a riguardo”.
Vuol dire che c'è anche dell'altro che bolle in pentola.
“Io credo e spero di sì, però sarei un presuntuoso. Spero tanto di superare la prima settimana e potermi consolidare un po', partire con un progetto solido, importante, perché riuscire in quella fascia oraria vuol dire poi sganciarti per altri progetti. Se questa cosa riesce diventa tutto magico. Speriamo bene. Io ce la sto mettendo tutta”.