“Motorvalley”, la serie Netflix veloce come il vento. Con Argentero, Michelini e Forza
di Chiara UgoliniDieci anni fa il regista, sceneggiatore e produttore (il più giovane a vincere un David di Donatello) Matteo Rovere realizzava Veloce come il vento, il film con Stefano Accorsi e l’allora debuttante Matilda De Angelis, che raccontava il mondo delle corse. Un film fortunato che aveva prodotto 17 candidature ai David e sei statuette.
Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui
Motorvalley, la serie sui motori con Luca Argentero ex pilota in crisi
“Quando corri non è la velocità che ti ammazza, non è la corda della curva, sono le emozioni”. Dieci anni dopo una storia diversa ma ambientata nello stesso mondo, con una giovane protagonista che condivide con il personaggio di De Angelis la determinazione e una frezza di capelli blu, interpretata da Caterina Forza, arriva su Netflix in forma seriale. Motorvalley, da ieri sulla piattaforma, sono sei episodi che raccontano tre patacche, tre personaggi ai margini, tre underdog che ruotano tutti intorno ai circuiti delle corse.
Creata da Francesca Manieri, Gianluca Bernardini e Matteo Rovere, la serie vede Arturo (Argentero), Elena (Michelini) e Blu (Forza) che hanno perso quasi tutto nella loro vita, ma una cosa li accende ancora: l’amore per le auto e l’adrenalina. Elena, rampolla della scuderia Dionisi, deve riconquistare un ruolo nell’impresa di famiglia, ora nelle mani del fratello; assolda Blu, giovane testa calda con un’attrazione fatale per la velocità appena uscita di prigione, e Arturo, ex pilota leggendario ritiratosi dopo un tragico incidente, per allenarla. Ognuno di loro ha un motivo per correre più veloce degli altri.
Per costruire il ruolo del capo pilota Argentero si è affidato molto al regista, anche perché - ci ha raccontato - non ha mai avuto nessuna frequentazione con le auto sportive e la velocità. “Matteo Rovere è un regista che, a differenza di altri, crede e impone una preparazione lunga, ci siamo messi in un teatro vuoto per costruire Benini. Siamo partiti da come camminava, nelle prove mi sono inventato questa cosa della sciatica. Lui ha una nevralgia costante, di cui ho sofferto anche io in passato e che ricordo mi indeboliva. Il punto di partenza era una persona stanca, sfibrata e sfiduciata, Arturo parte da un punto molto basso poi l’arco narrativo lo porta ad accompagnare un vincente”.
Il vincente, anzi la vincente, è chiaramente Blu, figlia d’arte, ovvero di un giovane pilota che non ha mai conosciuto perché morto in un incidente in pista quando ancora non era nata. In tutti questi anni è cresciuta con questa mancanza, seppure sviluppando una passione, spesso malata, per le corse. La interpreta Caterina Forza, già apprezzata in Prisma. Arrabbiata col mondo, un rapporto conflittuale con la madre, un migliore amico inseparabile ma che non sa dirle di no anche quando si mette nei guai più grandi, Blu farà anche un viaggio alla ricerca della sua identità attraverso i sentimenti, l’attrazione per giovani donne ma anche per un pilota rivale e le domande a cui non ha ancora dato risposta.
Motorvalley è un viaggio attraverso una delle gare automobilistiche più appassionanti: Il Campionato Italiano Gran Turismo (GT) dove le auto e le corse non sono solo una passione da condividere ma anche una ragione di vita, o di morte. Ogni episodio segna un capitolo e una tappa, Imola, Monza, il Mugello, location iconiche dove la macchina della produzione ha veramente corso il Campionato. “La nostra livrea ha avuto questa incredibile opportunità di girare sia nel paddock che in pista con il campionato in corso – ha spiegato Argentero – Immaginate dover mettere in scena i meccanici, i camion, il pubblico, le macchine e invece abbiamo girato durante il vero campionato, le vere tappe potendo rubare molto dalla realtà e rendendo la nostra storia credibile. Poi ci sono stati escamotage tecnici per fare dei raccordi, ma appena il pubblico vede una ripresa con i droni allora lì c’è qualcosa di vero”. La serie si chiude con un finale aperto: chissà che non ci sia una seconda stagione.