Perché sforzarsi di pensare a nuovi format quando c’è un archivio pieno di programmi di successo a cui attingere? Devono avere pensato così in Rai; primo passo, resuscitare Canzonissima, classico dei classici, che per ben dodici edizioni, dal 1956 al 1975, incollò milioni di italiani davanti alla tv. Cinquant’anni dopo, la gara di canzoni torna in onda con Milly Carlucci, che riproporrà il varietà entrato nella storia della tv anche grazie ai conduttori: Walter Chiari, Nino Manfredi, Delia Scala, Lauretta Masiero, Sandra Mondaini, Mike Bongiorno, Aroldo Tieri, passando per Dario Fo e Franca Rame, che nel 1962 abbandonarono lo show dopo sette puntate. Mezz’ora prima dell’inizio della trasmissione, la Rai censurò uno sketch del futuro premio Nobel sulla sicurezza sul lavoro. Tra i grandi protagonisti Mina, Paolo Panelli, Alice e Ellen Kessler, Pippo Baudo, Loretta Goggi, fino a Corrado, Raffaella Carrà e Cochi e Renato.
È la stessa Carlucci, diventata la regina del sabato sera grazie a …
Perché sforzarsi di pensare a nuovi format quando c’è un archivio pieno di programmi di successo a cui attingere? Devono avere pensato così in Rai; primo passo, resuscitare Canzonissima, classico dei classici, che per ben dodici edizioni, dal 1956 al 1975, incollò milioni di italiani davanti alla tv. Cinquant’anni dopo, la gara di canzoni torna in onda con Milly Carlucci, che riproporrà il varietà entrato nella storia della tv anche grazie ai conduttori: Walter Chiari, Nino Manfredi, Delia Scala, Lauretta Masiero, Sandra Mondaini, Mike Bongiorno, Aroldo Tieri, passando per Dario Fo e Franca Rame, che nel 1962 abbandonarono lo show dopo sette puntate. Mezz’ora prima dell’inizio della trasmissione, la Rai censurò uno sketch del futuro premio Nobel sulla sicurezza sul lavoro. Tra i grandi protagonisti Mina, Paolo Panelli, Alice e Ellen Kessler, Pippo Baudo, Loretta Goggi, fino a Corrado, Raffaella Carrà e Cochi e Renato.
È la stessa Carlucci, diventata la regina del sabato sera grazie a Ballando con le stelle, a postare su Instagram il logo di Canzonissima, e ad annunciare “prossimamente su Rai 1”. Un video sulle note di Zum Zum Zum, celebre sigla dell’edizione 1968, cantata da Mina. Quindi, tutto vero. Chi ironizzava sulla nostalgia canaglia, sulla tv del futuro che guarda al passato, ha la prova che la rivoluzione può aspettare. Canzonissima sarà in onda in primavera, forse alla fine di marzo, la data non è ufficiale.
La formula sarebbe invariata, sfida tra cantanti, memorabile quella tra Gianni Morandi e Massimo Ranieri negli anni 70. Il primo vince nel 1969 con Ma chi se ne importa e il cantante napoletano trionfa nell’edizione 1970-71 con Vent’anni (Morandi è secondo con Capriccio) e nel 1972-73 con Erba di casa mia. L’Italia fa il tifo. Il varietà è elegante, fare il bis con comici e ospiti è una scommessa complicata. Oggi c’è chi sogna Achille Lauro e Mengoni, Noemi e Arisa. Il cast è il primo scoglio del nuovo show del sabato sera, che deve centrare il target di Rai 1. Pubblico anziano, ma non solo, se è vero che Ballando, grazie ai social, negli anni ha visto crescere gli spettatori giovani.
Dettaglio non di poco conto, Canzonissima, in cinque serate, sfiderà la corazzata Amici di Maria De Filippi su Canale 5, che dovrebbe debuttare il 21 marzo. Il duello Rai-Mediaset si è riacceso. Anche a Cologno Monzese hanno guardato al passato, centrando l’obiettivo. E d’altronde la lezione della Ruota della fortuna, titolo vintage rispolverato da Pier Silvio Berlusconi — e affidato a Gerry Scotti già dall’estate nell’access time— a qualcosa è servita. E Canale 5, sempre per guardare al passato, ha anche recuperato Ok, il prezzo è giusto, che interessava la Rai, e che è ancora da collocare. Il revival di Canzonissima accende la fantasia di chi non ha più trenta anni; a questo punto si richiede a gran voce anche il ritorno di Topo Gigio.