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Emilia Clarke insospettabile spia in Ponies: “Nella vita però non so mentire”

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Dal 18 febbraio su Timvision debutta la serie con l’attrice, famosa per “Il trono di spade” e la collega americana Haley Lu Richardson che racconta una storia di spionaggio nella Mosca anni Settanta
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ROMA – Emilia Clarke aveva 25 anni quando è diventata la regina Daenerys Targarye nella saga del Trono di spade, un'avventura durata otto stagioni che le ha fruttato quattro nomination agli Emmy e una popolarità globale. Con la fine della saga dei record l’attrice britannica, oggi 39 anni, ha avuto bisogno di ripartire da zero, una commedia natalizia Last Christmas e una miniserie fantascientifica Secret invasions, ma ora torna con un ruolo da protagonista nella serie Ponies, dal 18 febbraio su Timvision.


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Bea Grant (Clarke) è una giovane donna americana laureata in letteratura russa, con una nonna e un padre sopravvissuti ai campi di concentramento e un marito che lavora come agente sotto copertura a Mosca. È intelligente, colta, molto emotiva e lavora come segretaria all’ambasciata americana.

Twila Hasbeck è una giovane donna americana che non è mai andata al college, è cresciut…

ROMA – Emilia Clarke aveva 25 anni quando è diventata la regina Daenerys Targarye nella saga del Trono di spade, un'avventura durata otto stagioni che le ha fruttato quattro nomination agli Emmy e una popolarità globale. Con la fine della saga dei record l’attrice britannica, oggi 39 anni, ha avuto bisogno di ripartire da zero, una commedia natalizia Last Christmas e una miniserie fantascientifica Secret invasions, ma ora torna con un ruolo da protagonista nella serie Ponies, dal 18 febbraio su Timvision.


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Bea Grant (Clarke) è una giovane donna americana laureata in letteratura russa, con una nonna e un padre sopravvissuti ai campi di concentramento e un marito che lavora come agente sotto copertura a Mosca. È intelligente, colta, molto emotiva e lavora come segretaria all’ambasciata americana.

Twila Hasbeck è una giovane donna americana che non è mai andata al college, è cresciuta vicino a una base militare e lì ha conosciuto il proprio marito, un agente della CIA sotto copertura, con lui ha girato il mondo fino ad approdare a Mosca. Bea e Twila non potrebbero essere più diverse, hanno solo una cosa in comune. La vigilia di Natale, mentre l’ambasciata è nel pieno del party per le famiglie, tra palloncini e punch, viene loro comunicato che i propri mariti sono morti in un incidente aereo.

Inizia così Ponies, la serie scritta da Susanna Fogel (The Flight Attendant) e David Iserson (Mr. Robot), girata a Budapest per ricostruire la Mosca anni Settanta. È il progetto seriale con cui Emilia Clarke torna protagonista (è anche produttrice) a sei anni dalla fine del Trono di spade. “Ero emozionata all'idea di fare una serie che avesse due protagoniste femminili - ha raccontato l'attrice nominata quattro volte agli Emmy come Daenerys Targarye - io sono un'appassionata di storie di spionaggio ma la nostra serie è qualcosa di molto diverso. Io sarei una pessima spia perché non sono brava a mentire”. Accanto a lei, in questa seria che mescola lo spionaggio alla commedia e al thriller di ambientazione storica, c’è Haley Lu Richardson (era Portia in The White lotus). L’idea ai due creatori è venuta mescolando suggestioni di fiction (il cinema e la serialità è ricco di storie di spie) con la ricerca storica. I due autori in particolare sono stati colpiti dal fatto che durante la Guerra fredda sia i britannici che gli americani siano stati piuttosto fallimentari nel condurre operazioni di spionaggio a Mosca. Da lì l’idea di percorrere una strada alternativa: affidare l’intelligence a due giovani donne.

Così è nato il pilota di “Ponies” che in linguaggio spionistico significa “Persons of no interests”. Bea e Twila, dopo la morte dei loro mariti, decidono di tornare a Mosca per dare un senso alla loro vita e capire cosa è accaduto ai due uomini, vengono reclutate come agenti non ufficiali iniziando a operare sotto copertura nel cuore della Guerra Fredda.​​ La strategia della CIA è cercare di sfruttare il disinteresse del KGB nei confronti delle donne e fare in modo che le due segretarie riescano a raccogliere sempre più informazioni. Un po’ thriller, un po’ commedia di costume, un po’ serie d’azione (Emilia Clarke si è incrinata le costole durante la lavorazione), Ponies è anche uno spaccato d’epoca con una colonna sonora che spazia dai Fleetwood Mac a Billie Joel a David Bowie.

Ponies è una serie di finzione che racconta situazioni ad alto tasso di adrenalina ma non è così lontana dalla realtà storica. I personaggi di Bea e Twila ricordano una persona realmente vissuta: Marti Peterson, la prima agente donna della CIA ad essere assegnata a Mosca. La sua storia inizia in Laos durante la guerra del Vietnam, dove accompagnò il marito John, un agente della CIA che il 19 ottobre 1972 perse la vita durante un volo in elicottero. Marti tornò negli Stati Uniti e una sera a cena un caro amico le suggerì di provare a lavorare per la CIA. Dopo aver chiarito ai reclutatori che non voleva fare la segretaria o l'assistente amministrativa, la addestrarono per diventare un'agente, a tutti gli effetti una spia. Quando Marti era assegnata a Mosca durante il giorno lavorava come diplomatica presso l'ambasciata degli Stati Uniti mentre di notte e nei fine settimana si presentava alla stazione della CIA nello stesso edificio per svolgere il suo lavoro di agente.

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