Sabrina Ferilli: “Amo i personaggi che sbagliano, le canaglie non sono solo uomini”
di Silvia FumarolaROMA – «Amo la televisione, e in particolare le reti generaliste, perché sono un termometro e una carta di identità del Paese che cambia. Nel bene e nel male». Parola di Sabrina Ferilli, orgogliosamente pop, che con il ruolo della preside nella serie A testa alta – Il coraggio di una donna ha rianimato gli ascolti della fiction di Canale 5, e il 3 marzo approda su Rai 1 con il tv movie Gloria – Il ritorno di Giulio Manfredonia, scritto da Roberto Proia e Laura Muscardin, seguito della serie diretta da Fausto Brizzi. Quindi rieccola in azione, l’egocentrica diva mitomane finita in carcere, mentre fuori impazza la sua biografia non autorizzata che svela segreti e bugie. Romana, è cresciuta al Tufello, non ai Parioli; ha costruito un castello di menzogne.
«Questo è un personaggio che per tornare in auge è ricorso a meccanismi, anche pericolosi, che oggi van…
ROMA – «Amo la televisione, e in particolare le reti generaliste, perché sono un termometro e una carta di identità del Paese che cambia. Nel bene e nel male». Parola di Sabrina Ferilli, orgogliosamente pop, che con il ruolo della preside nella serie A testa alta – Il coraggio di una donna ha rianimato gli ascolti della fiction di Canale 5, e il 3 marzo approda su Rai 1 con il tv movie Gloria – Il ritorno di Giulio Manfredonia, scritto da Roberto Proia e Laura Muscardin, seguito della serie diretta da Fausto Brizzi. Quindi rieccola in azione, l’egocentrica diva mitomane finita in carcere, mentre fuori impazza la sua biografia non autorizzata che svela segreti e bugie. Romana, è cresciuta al Tufello, non ai Parioli; ha costruito un castello di menzogne.
«Questo è un personaggio che per tornare in auge è ricorso a meccanismi, anche pericolosi, che oggi vanno di moda, i social o la finta malattia, l’uso del gossip, del proprio privato» spiega l’attrice, «però capisce anche dove ha sbagliato». Sottile nel tailleur pantalone blu, Ferilli si racconta con ironia. «Mi sono un po’ stancata dei santini, dei personaggi corretti e precisi. Mi interessano di più quelli che sbagliano e fanno fatica a ritrovarsi nei rapporti. Gloria è una simpatica canaglia, simile a tanti ruoli raccontati al maschile, mi è piaciuta tanto; è politicamente scorretta e non rientra in nessun binario». «Al tempo stesso - continua – forse è il personaggio più moderno che abbia interpretato, perché deve stare dietro a tanti ruoli: moglie, amica, sorella, madre. Dietro la commedia c’è una donna presa a schiaffi a destra e a sinistra. Che fatica».
Nel suo bilancio personale, il teatro con Garinei — anni trionfali al Sistina, da Un paio d’ali a Rugantino — cinema e tv, anche il Festival di Sanremo, Ferilli ha saputo scegliere e continua a farlo: «Ho 61 anni, ho tirato la carretta dove ho voluto, so quali sono i personaggi che mi diverte interpretare, quali sono quelli su cui posso fare la differenza: ogni età ha una considerazione. Prima spingevo a 360 gradi, oggi no».
Gloria riflette sul ruolo della stampa e dei social. «I social sono quelli e lo saranno sempre, avete visto anche i tweet di Trump su Obama... Non mi faccio condizionare, li uso ma se ne occupa un ragazzo, posta lui le cose. Quando mi arriva l’odio, blocco: ho imparato solo quello, il tasto blocca. Poi per i reati ci pensano i tribunali. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, o farsi strattonare a destra e a sinistra. Non ho capito quale sia il verso».
Le hanno offerto tanti progetti, «anche il teatro, ma di stare in scena da sola o in tre non mi piace, mi annoio»; dice che non si volta mai indietro: «Scherziamo? La vita è troppo breve, non c’è tempo da buttare». Però è certa che le donne paghino un prezzo alto. «Come dice Gloria nel film: “Quanto è durato il #MeToo in questo Paese? Mezza giornata”. Le donne pagano sempre qualcosa in più, combattono la battaglia per l’emancipazione e vai con i commenti sessisti anonimi. Per un vero cambio culturale ci vogliono la scuola, le famiglie. Oggi, se un maestro sgrida un alunno, arrivano i genitori e lo picchiano. Si portano avanti tutta una serie di isterie facendole passare per attivismo. Per me chi aiuta la società a vivere bene, dovrebbe essere pagato di più».