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Gigi D’Alessio, dagli esordi al ruolo di giurato ad Amici 2026

In giuria con il cantautore nel talent diretto da Maria De Filippi anche Cristiano Malgioglio, Elena D’Amrio e Amadeus
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Di “Gigi Nazionale”, il Belpaese ne può contare addirittura due: il primo è Gigi D’Agostino, il secondo è Gigi D’Alessio. Re della dance il primo, ambasciatore della canzone napoletana il secondo (ben prima che venisse sdoganata da colleghi come Liberato, Geolier o Sal Da Vinci), per uno dei due dopo una carriera di tutto rispetto sta per materializzarsi all’orizzonte una nuova esperienza lavorativa, quella di giudice di un talent show. A partire da sabato 21 marzo, infatti, a ricoprire il ruolo ad Amici 2026 su Canale 5 assieme a Cristiano Malgioglio, Amadeus ed Elena D’Amario sarà proprio Gigi D’Alessio, nuovo acquisto nella scuderia targata Maria De Filippi.

Classe 1967, napoletano doc e sulle scene discografiche dal lontano 1992, anno della pubblicazione del suo primo album, Lasciatemi cantare: una richiesta decisamente esaudita vista la sua lunga carriera ricca di soddisfazioni e successi. Più di venti album in studio, cinque partecipazioni al Festival di Sanremo (nel 2000, 2001, 2005, 2012 e 2017), film e tanta televisione, spesso e volentieri con ruoli di coach, come The Voice, The Voice senior, The Voice kids e The Voice generations, o giudice, come il Festival di Castrocaro, Tali e quali e, ora, Amici. Autore di “storie di vita vera”, della “gente comune”, D’Alessio in questi oltre trent’anni ha scritto canzoni “sui padri separati raccontando il loro dramma, ho descritto amori, ansie, preoccupazioni, storie qualsiasi” e ha cantato pure di innevate domeniche d’agosto. Con un unico, grande mantra: essere sé stessi: “La lezione più importante che ho imparato, in questi anni, è che essere sé stessi paga; certo mi dispiaceva che spesso si parlasse di me senza conoscermi, senza neanche ascoltarmi. L’Italia, per me, è stata come una bella donna che inizialmente non ci sta: l’ho dovuta conquistare un po’ alla volta, sudandomela”.

E pensare che, anni fa, veniva censurato: ”A Sanremo 2000 portai Non dirgli mai e mi censurarono le parti in dialetto – la sua confessione – mi costrinsero a cantarle in italiano. Infatti sono stato orgoglioso quando, nel 2024, ho sentito Geolier usare direttamente il napoletano”. Perché Gigi D’Alessio ha camminato affinché gli altri potessero correre, incluso il figlio LDA, reduce dal settantaseiesimo Festival di Sanremo con Poesie clandestine assieme ad AKA 7even. “Nessuna rivincita” però, “sono sempre stato in pace con il mondo”. E allora quale miglior occasione per conquistare un’ulteriore fetta di pubblico se non direttamente dalla poltrona da giudice di Amici, dove la sua sapienza e la sua esperienza sapranno dare i loro frutti.

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