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Carlo Degli Esposti: “Il nuovo orario delle fiction? Scelta per le famiglie ma servono nuove storie”

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Per il produttore ora è importante “osservare i dati e valutare come il pubblico accoglie il cambiamento”
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Si era fatto promotore della battaglia per la prima serata, il risultato è arrivato. Carlo Degli Esposti è soddisfatto: «Sono curioso di capire come cambieranno le abitudini, proponendo un solo episodio e chiudendo prima».

Che pensa del primo passo?

«È una decisione ragionevole per fare sperimentazione. Se funziona, a questo punto la costruzione delle serie con episodi da 50, 60 minuti diventa fondamentale».

Significa ripensare il prodotto?

«Certo, partendo dalla scrittura. Abbiamo fatto tanto per imporre nel mercato nazionale e internazionale il nostro prodotto rimanendo a 100 minuti, ridurre vuol dire omologarsi a quello americano. Ma è un obbligo per riacchiappare generazioni assottigliate e perse in questi anni. Poi c’è il problema dei …

Si era fatto promotore della battaglia per la prima serata, il risultato è arrivato. Carlo Degli Esposti è soddisfatto: «Sono curioso di capire come cambieranno le abitudini, proponendo un solo episodio e chiudendo prima».

Che pensa del primo passo?

«È una decisione ragionevole per fare sperimentazione. Se funziona, a questo punto la costruzione delle serie con episodi da 50, 60 minuti diventa fondamentale».

Significa ripensare il prodotto?

«Certo, partendo dalla scrittura. Abbiamo fatto tanto per imporre nel mercato nazionale e internazionale il nostro prodotto rimanendo a 100 minuti, ridurre vuol dire omologarsi a quello americano. Ma è un obbligo per riacchiappare generazioni assottigliate e perse in questi anni. Poi c’è il problema dei contenuti».

Va di pari passo?

«Bisogna pensare a quale tipo di offerta possa attirare generazioni diverse per tornare alla visione collettiva. Perché anticipare la prima serata vuol dire riunire la famiglia davanti alla tv. Sembra retorico, invece è importante mettere insieme figli e padri. È un inizio, poi studieremo i risultati».

Pensa agli ascolti?

«Sono curioso di vedere i dati, è sempre interessante capire se una proposta porti a un risultato. Siamo in tanti a pensarla nello stesso modo, ma lo spunto è del pubblico».

Tante proteste sull’orario.

«Basta vedere quando viene annunciata una nuova serie. “Bella”, poi: “Parte troppo tardi, finisce troppo tardi”. “Ci alziamo presto”. La gente va ascoltata, specie il servizio pubblico deve farsi carico delle richieste. Lo ha fatto».

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