Ha interpretato una carabiniera in Don Matteo, una formidabile investigatrice cieca in Blanca, ora, in Rosa Elettrica - In fuga con il nemico, Maria Chiara Giannetta veste i panni di una poliziotta, Rosa Valero, incaricata di scortare un testimone di giustizia. Si sente inadeguata, è seria, passionale e un po’ pasticciona, ma grazie alle sue intuizioni riesce a sventare agguati di ogni tipo. “È un’eroina per caso” spiega l’attrice pugliese “in lei ho ritrovato le stesse insicurezze che aveva quando sono arrivata a Roma da Foggia. È una trentenne, come tante, che non sa ancora che adulta diventare". Al centro della serie on the road di Sky - liberamente tratta dal best di Giampaolo Simi (Sellerio), in arrivo l'8 maggio su Sky Atlantic e in streaming su Now – c'è lei, Rosa, incaricata di scortare Cocìss, baby boss di camorra deciso a collaborare, interpretato da Francesco Di Napoli.
“È un personaggio che ho amato e odiato allo stesso tempo” spiega l’attore. “La mia sfida era mostrarne il lato umano”. Per nasconderlo, Rosa prima lo scorta in una comunità di recupero, poi capisce che qualcosa nell'operazione non torna, e per salvarlo fugge con lui. Da Ferrara a Comacchio a Napoli, dove la serie diventa un po’ Gomorra. "Ho preso il libro nel 2008. Con un po’ di capatosta napoletana ci ho provato", racconta il produttore Rosario Rinaldo. "In Sky ho trovato chi ha capito davvero il nucleo forte e bellissimo di questo romanzo". La head writer Giordana Mari ricorda il punto di partenza dell'adattamento: "Rosario mi ha detto: 'Raccontiamo queste trentenni che non sanno decidere che adulti diventare'. Ha sfondato una porta aperta: Rosa mi assomiglia, la sua sfida è simile alla mia".
Rosa e Cocìss, la poliziotta e il giovane camorrista, appartengono a mondi opposti, eppure si capiscono; nel loro viaggio attraverso l'Italia scoprono che il nemico più grande è quello che ciascuno porta dentro di sé. "Per dare forma all'interiorità della protagonista abbiamo introdotto una voce autosabotante, quella di Rosa bambina, interpretata da Margherita Pantaleo: è la voce giudicante che abbiamo tutti", spiega Giannetta.
Nella storia gioca un ruolo fondamentale Federico Tocci, che interpreta Carlo Morano, collega e amico fedele di Rosa, l’unico a darle subito fiducia. Nel cast Elena Lietti, che interpreta il vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la giovane recluta e fino a un certo punto della storia, una figura doppia, opaca. "È molto interessante la scelta di trasformare il genere del mio personaggio: nel romanzo è un uomo, nella serie diventa donna", osserva l’attrice "una donna in un ambiente di maschi, costretta a farsi valere secondo regole da uomini". Antonia Truppo ha il ruolo di Nunzia Serafino, insospettabile boss del clan Incantalupo detta "Mamma Camorra"; Pasquale Esposito interpreta Saro Incantalupo, boss latitante da oltre vent'anni. Francesco Foti ha il ruolo di Paolo D'Intrò, sostituto procuratore di Napoli, che guida Rosa nel suo percorso con il testimone.
Di Napoli, 23 anni, visto nel film La paranza dei bambini e in Mina Settembre, nel thriller tira fuori un’ironia: "Cociss, non dimentichiamo, è paranoico: una vita nel marcio fino all'incontro-scontro con Rosa. In questa serie la chimica tra questi due personaggi diversi anche per età, per provenienza e principi morali, è qualcosa di esplosivo che alla fine funziona". Firma la regia Davide Marengo, compagno di Giannetta. "È stata una sfida produttiva - e quindi anche registica, e in realtà per tutti - girare più di una location a settimana, come in un circo itinerante: si smontano le tende, si caricano le roulotte, si viaggia, si arriva, si rimonta e si ricomincia, ogni volta in un posto nuovo. C'è la polvere che solleva il camion quando arriva, e quella polvere sporca l'immagine. Rosa Elettrica” spiega “è una serie sporca perché vera, perché corre insieme al sudore dei protagonisti in fuga. È questa la sua caratteristica più autentica".
Grande preparazione prima delle riprese: Giannetta, corre, insegue e guida come una pazza. Prima delle riprese, il lavoro fisico è stato fondamentale. "Abbiamo iniziato un training con gli stunt circa un mese prima del set. Divertente, ma intenso e difficile", racconta l’attrice. "Quando mi hanno detto che avrei guidato una Mustang del '73, ho risposto: 'Dove sono le chiavi?'. Ovviamente non mi hanno fatto fare le scene più pericolose, ma un paio le ho fatte davvero. E questo sullo schermo restituisce l'ansia, la tensione, il caldo. È stato faticoso, certo, ma anche divertentissimo".