Amici, Elena D’Elia in finale: la musicista che segue le orme di Nada e Bob Dylan
di Andrea PascoliPupilla del mastro Rudy Zerbi, la cantautrice Elena D’Elia è una dei sei finalisti di Amici 2026, il talent condotto da Maria De Filippi che, domenica 17 maggio, incoronerà il vincitore di questa venticinquesima edizione. Vent’anni, originaria di Firenze, le sue canzoni “nascono da esperienze forti – ha confessato – quando sento che deve uscire qualcosa da me”. Un po’ rock tutta capelli e chitarra, un po’ country con armonica a bocca alla Bob Dylan, un po’ pop retrò alla Nada, un po’ Lolita (come il titolo di un suo brano), Elena è comunque riuscita a trovare la sua identità e a trasmettere tutta la sua personalità al pubblico: non sono rari, infatti, commenti social come “Mi piace molto, si distingue dagli altri e ha una grande personalità” o “Incredibile questa ragazza, con la sua voce trasmette il passato, il presente e va dritta al futuro”, scritti da fan speranzosi di vederla arrivare sul gradino più alto del podio.
“Le mie canzoni preferite sono quelle che mi escono di getto” dice Elena, canzoni come la sua Wanda presentata nello show: “La scorsa estate ho preso la malaria dopo un viaggio di volontariato in Camerun – ha raccontato ai microfoni di Radio Zeta – in ospedale ho incontrato una donna di ottantasette anni, Wanda, che mi ha ridato quella voglia di prendere la vita per i capelli. È un inno alla vita, un’urgenza di apprezzare tutto, sia il positivo che il negativo, assorbendo tutto per farne tesoro. Un cogliere l’attimo sempre, nel bene e nel male”.
Giunta alla finale, a Elena non resta ora che un ultimo sforzo per dimostrare a tutti il suo valore: “La mia reazione quando ho ricevuto la maglia della finale? Ha dimostrato quanto ci tengo – ha commentato – mi è dispiaciuto avere quella reazione, perché se dimostro quanto ci tengo e poi mi deludo è peggio. Penso però che sia stata la reazione più genuina e più vera che abbia mai avuto qua dentro, mi sono concessa di viverlo senza la paura di dire ‘Non ci tenere troppo, perché se poi non succede ti abbatti troppo’”.