È il capitolo finale di una saga che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo. Mai il mondo degli aristocratici inglesi era stato raccontato così bene, con eleganza e ironia, snobismo e umanità, grazie all’intreccio, creato da Julian Fellowes, tra “piani alti” e piani bassi”. Chi ha seguito le avventure di Lord Grantham, può salutare il suo mondo e fare un ripasso. Sky (in streaming su Now), domenica 24 maggio propone in prima tv Downton Abbey- Il gran finale, il film che chiude la storia della nobile famiglia Crawley e del suo amoroso personale di servizio, più fedele alle tradizioni dei padroni di casa. Tutte le stagioni della serie, dagli inizi, quando incontriamo Lady Mary (Michelle Dockery) che nell’austera dimora di famiglia cede al fascino di un diplomatico turco - che muore e viene portato via in un tappeto arrotolato, chi se lo dimentica - sono disponibili on demand. Vale sempre la pena rivedere l’immensa Maggie Smith nei panni di Lady Violet, dispensatrice di perle di saggezza (“Che cos’è un weekend?”, “Non ho mai insultato nessuno. Semplicemente lo descrivo con accuratezza”, “Io non ho mai torto”, “Conosco svariate coppie perfettamente felici. Non si parlano da anni”).
Downton Abbey - Il Gran Finale era stato preceduto dal film Downton Abbey II – Una nuova era, in cui la magione era stata affittata da una troupe cinematografica per girare un film. Anche i più aristocratici degli aristocratici devono monetizzare, mantenere le antiche dimore ha un costo spropositato, e Lady Mary fa il grande passo. Ora, nel film diretto da Simon Curtis che chiude la saga, siamo arrivati al 1930. Lady Mary divorzia dal marito Henry Talbot (che peccato, era interpretato da Matthew Goode, bello e elegante); d’altronde lui preferisce girare il mondo per seguire le corse automobilistiche. Uno scandalo che le chiude le porte dell’alta società. Non è l’unico problema. Il patrimonio della famiglia vacilla perché neanche i soldi della parte americana bastano: le spese folli di Harold (Paul Giamatti), fratello di Lady Cora (Elizabeth McGovern), hanno prosciugato l’eredità. Ha dilapidato una fortuna.
I tempi stanno cambiando, non si può più vivere come una volta, tra valletti e maggiordomi, bisogna ottimizzare le risorse; ma inizialmente Lord Grantham (Hugh Bonneville), resiste, non vuole cedere alla figlia il trono di Downton Abbey. In questo mondo meraviglioso in cui le aristocratiche signore tessono trame e guardano al futuro, pronte a accogliere la modernità e a rinunciare a qualche privilegio, hanno un grande ruolo le fidatissime cameriere. Anna Bates (Joanne Froggatt), Miss Baxter (Raquel Cassidy), mentre l’irresistibile cuoca, la signora Patmore (Lesley Nicol), ormai pronta per la pensione, lascia il posto alla sua pupilla, l’intraprendente Daisy (Sophie McShera).
Insomma, il mondo cambia per tutti, upstairs, downstairs e anche al piano di mezzo. E il futuro, nella meravigliosa campagna inglese dove il tempo sembra essersi fermato, è donna. Fellowes ha messo la parola fine, tutte le cose belle, e i personaggi a cui il pubblico si affeziona, finiscono. Speriamo, non si sa mai nella vita, che ci ripensi. Vedere Lady Mary, ormai adulta, alle prese con la Seconda Guerra mondiale e nuove sfide, sarebbe stato interessante.