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MobLand, Tom Hardy licenziato: “Arrogante sul set, bloccava le riprese”

Tom Hardy, 48 anni, in "Mobland"
Tom Hardy, 48 anni, in "Mobland" 

Secondo alcune fonti l’attore sarebbe stato escluso dalla nuova stagione della serie con Helen Mirren e Pierce Brosnan: troppi interventi sul piano della produzione e comportamenti da “suicidio professionale”

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NEW YORK – È scoppiato un caso, e anche un po’ di caos, nella serie Paramount+ MobLand. E la storia sembra la versione reale di quella cinematografica. Nelle ultime settimane il set è diventato meno un luogo di produzione e più un fronte interno, con Tom Hardy al centro di una tempesta che, tra indiscrezioni e smentite parziali, continua a espandersi senza mai davvero risolversi. Secondo più fonti riportate da The Hollywood Reporter, l’attore britannico sarebbe stato licenziato dalla serie - o almeno messo in discussione – anche se altri ambienti vicini alla produzione frenano: nulla sarebbe ancora definitivo.

Hardy, protagonista nei panni del fixer Harry Da Souza nella famiglia criminale Harrigan guidata da Pierce Brosnan e Helen Mirren, sarebbe stato coinvolto in tensioni crescenti con i dirigenti, tra cui il produttore esecutivo, il regista e sceneggiatore britannico Jez Butterworth e la 101 Studios di David Glasser. Il punto di frizione non sarebbe stato un singolo episodio ma una somma di cose: divergenze creative, riscritture, note sulla sceneggiatura e una presenza sul set sempre più problematica.

Alcuni testimoni parlano di lunghe attese nel camerino, ore in cui il set è rimasto sospeso, con cast e troupe in standby. “Faceva aspettare tutti”, ha raccontato una fonte a The Hollywood Reporter, descrivendo il comportamento dell’attore come una forma di controllo silenzioso, una tensione di potere che in un ambiente come quello di una serie corale diventa insostenibile. “Far aspettare Pierce Brosnan, Helen Mirren e altri è, direi, suicidio professionale”.

Nel frattempo, MobLand non ha ancora ricevuto un rinnovo ufficiale per una terza stagione. E senza quella certezza, anche le voci sul futuro del personaggio di Hardy restano sospese. Alcuni sostengono che a settembre partiranno le riprese, ma anche in questo caso mancano conferme.

Le dinamiche sul set, però, non si limitano alla sola questione organizzativa. Secondo Puck News, Hardy avrebbe cercato di intervenire sui dialoghi e fornire varianti alla scrittura, alimentando ulteriori attriti con Butterworth e con il creatore Ronan Bennett. Un profilo, quello dell’attore, che secondo alcuni osservatori non è nuovo a frizioni di questo tipo, solo che adesso si scontra con un cast di peso assoluto.

Il paradosso è che MobLand, firmata anche da Guy Ritchie e costruita attorno a una famiglia criminale di potere e controllo, sembra aver replicato fuori scena le stesse dinamiche che racconta dentro la fiction: gerarchie instabili, fedeltà negoziate e autorità contestata. Chi ispira chi, a questo punto, non è più chiaro.

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