DOGLIANI (Cuneo) – Quando imita Renato Zero strappa applausi a scena aperta, è sempre così. Giorgio Panariello è uno degli ultimi protagonisti del Festival della tv di Dogliani che si chiude stasera. Si racconta con allegria: la prossima stagione sarà legato a Mediaset, protagonista su Canale 5 di uno show a Natale (ancora senza titolo) e altri progetti. “In questo periodo scrivo, farò il one man show, ancora sto pensando al titolo. Mi circonderò di amici, di persone che vengono a trovarmi, e spero di trovare tanti giovani. Ne ho visto di bravissimi su Comedy central, ma non hanno ancora avuto la loro chance. Invece c’è spazio per i giovani sulla tv generalista”. Nel dialogo con Alessandra Comazzi, spiega perché ha lasciato la Rai e l’amico Carlo Conti, dopo il successo come giudice a Tale e quale show. “Ho firmato un contratto con Mediaset perché ho ricevuto una proposta che non potevo rifiutare, dall’altra parte c’è un po’ di immobilismo. Una volta c’erano i dirigenti, i capistruttura, adesso non c’è più il contatto con nessuno. Io sono rimasto a Agostino Saccà (ex direttore generale della Rai), non puoi lavorare random, parli con uno e dopo una settimana non c’è più”.
L’amicizia con Leonardo Pieraccioni e Carlo Conti, la provincia sparita (“Se Gianni Morandi va a Monghidoro ritrova il paese, in Versilia è cambiato tutto, sono tutti russi”), il successo con i varietà Torno sabato, Ma il cielo è sempre più blu. “La televisione va fatta: ho 66 anni”, racconta, “ho sempre voluto che la gente mi conoscesse. Poi nella mia carriera ho cambiato. Ricordo quando Giampiero Solari mi disse: andiamo a teatro e facciamo la prosa. Io ero reduce dal successo degli show di Rai 1, dai tour sold out nei palasport. Potevo continuare, lui non sentì ragioni: ‘Ora ti fermi, andiamo in teatro e facciamo la prosa’. Interpretai Il borghese gentiluomo di Molière, con me in scena c’erano Carlo Pistarino e Tosca D’Aquino. Una grande esperienza”.
Orgogliosamente pop, con un rammarico: “Ho difficoltà a fare cinema perché lavoro in televisione. Mi piace fare l’attore, ma il fatto di essere un volto televisivo, inevitabilmente pregiudica. Solo in Italia ti devono incasellare, Jean Reno recita, è un attore drammatico e anche brillante”.
Dice che si è divertito tanto a fare il giudice a Tale e quale show con Cristiano Malgioglio “perché improvvisavamo, quando gli autori mi dicevano: allora che facciamo? rispondevo: aspettiamo di capire cosa succede, tutto in diretta. Me lo sarei sposato, lui raccontava aneddoti, l’amicizia con le star e vai con le battute. Lo imitavo: ‘Tesoro, ho incontrato Shakira alle terme di Montecatini: a un certo punto lei aveva un bagno turco, e io un turco in bagno’”.
Il rapporto con Renato Zero, lungo e affettuoso - Panariello era un sorcino, il primo fan del cantante - è nato con le imitazioni: è più vero dell’originale. “A un certo punto ero diventato la spina nel fianco di Renato, ma lui l’ha preso come omaggio, lo ha capito per tempo. Mi ha raccontato che è andato in una farmacia a Roma, e una signora lo puntava, lo guardava fisso: ‘Scusi, ma lei è Renato Zero?’. E lui: ‘Sì, tesoro’. ‘Mi saluti tanto Panariello’”. Poi ricorda lo scherzo fatto a Claudio Cecchetto, quando, perfettamente truccato da Renato Zero, andò in giro in risciò, fece un video e lo mandò. “Claudio ci casca e la manda in onda, Renato era in albergo che guardava la tv. Chiama il fratello: ‘Giampie’, ma quando l’avemo fatta st’intervista?”.