Spettacoli

Giorgio Panariello: “All'offerta Mediaset non potevo dire di no. In Rai c’è troppo immobilismo”

Giorgio Panariello, 65 anni
Giorgio Panariello, 65 anni 

Ospite al Festival della tv di Dogliani, l’attore racconta il passaggio a Canale 5 il rapporto con Renato Zero

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DOGLIANI (Cuneo) – Quando imita Renato Zero strappa applausi a scena aperta, è sempre così. Giorgio Panariello è uno degli ultimi protagonisti del Festival della tv di Dogliani che si chiude stasera. Si racconta con allegria: la prossima stagione sarà legato a Mediaset, protagonista su Canale 5 di uno show a Natale (ancora senza titolo) e altri progetti. “In questo periodo scrivo, farò il one man show, ancora sto pensando al titolo. Mi circonderò di amici, di persone che vengono a trovarmi, e spero di trovare tanti giovani. Ne ho visto di bravissimi su Comedy central, ma non hanno ancora avuto la loro chance. Invece c’è spazio per i giovani sulla tv generalista”. Nel dialogo con Alessandra Comazzi, spiega perché ha lasciato la Rai e l’amico Carlo Conti, dopo il successo come giudice a Tale e quale show. “Ho firmato un contratto con Mediaset perché ho ricevuto una proposta che non potevo rifiutare, dall’altra parte c’è un po’ di immobilismo. Una volta c’erano i dirigenti, i capistruttura, adesso non c’è più il contatto con nessuno. Io sono rimasto a Agostino Saccà (ex direttore generale della Rai), non puoi lavorare random, parli con uno e dopo una settimana non c’è più”.

L'attore con Carlo Conti
L'attore con Carlo Conti 

L’amicizia con Leonardo Pieraccioni e Carlo Conti, la provincia sparita (“Se Gianni Morandi va a Monghidoro ritrova il paese, in Versilia è cambiato tutto, sono tutti russi”), il successo con i varietà Torno sabato, Ma il cielo è sempre più blu. “La televisione va fatta: ho 66 anni”, racconta, “ho sempre voluto che la gente mi conoscesse. Poi nella mia carriera ho cambiato. Ricordo quando Giampiero Solari mi disse: andiamo a teatro e facciamo la prosa. Io ero reduce dal successo degli show di Rai 1, dai tour sold out nei palasport. Potevo continuare, lui non sentì ragioni: ‘Ora ti fermi, andiamo in teatro e facciamo la prosa’. Interpretai Il borghese gentiluomo di Molière, con me in scena c’erano Carlo Pistarino e Tosca D’Aquino. Una grande esperienza”.

Orgogliosamente pop, con un rammarico: “Ho difficoltà a fare cinema perché lavoro in televisione. Mi piace fare l’attore, ma il fatto di essere un volto televisivo, inevitabilmente pregiudica. Solo in Italia ti devono incasellare, Jean Reno recita, è un attore drammatico e anche brillante”.

(agf)

Dice che si è divertito tanto a fare il giudice a Tale e quale show con Cristiano Malgioglio “perché improvvisavamo, quando gli autori mi dicevano: allora che facciamo? rispondevo: aspettiamo di capire cosa succede, tutto in diretta. Me lo sarei sposato, lui raccontava aneddoti, l’amicizia con le star e vai con le battute. Lo imitavo: ‘Tesoro, ho incontrato Shakira alle terme di Montecatini: a un certo punto lei aveva un bagno turco, e io un turco in bagno’”.

Panariello con Renato Zero: la sua imitazione del cantante è perfetta
Panariello con Renato Zero: la sua imitazione del cantante è perfetta 

Il rapporto con Renato Zero, lungo e affettuoso - Panariello era un sorcino, il primo fan del cantante - è nato con le imitazioni: è più vero dell’originale. “A un certo punto ero diventato la spina nel fianco di Renato, ma lui l’ha preso come omaggio, lo ha capito per tempo. Mi ha raccontato che è andato in una farmacia a Roma, e una signora lo puntava, lo guardava fisso: ‘Scusi, ma lei è Renato Zero?’. E lui: ‘Sì, tesoro’. ‘Mi saluti tanto Panariello’”. Poi ricorda lo scherzo fatto a Claudio Cecchetto, quando, perfettamente truccato da Renato Zero, andò in giro in risciò, fece un video e lo mandò. “Claudio ci casca e la manda in onda, Renato era in albergo che guardava la tv. Chiama il fratello: ‘Giampie’, ma quando l’avemo fatta st’intervista?”.

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