Con una doppia nota, quella della Rai che formalizza le sue dimissioni (con gli auguri di rito «per il prosieguo del proprio percorso professionale»), e quella di Mediaset che annuncia il suo arrivo a Cologno Monzese, Milo Infante lascia il servizio pubblico, dove ha lavorato per oltre venti anni. Il divorzio era nell’aria, ieri la conferma ufficiale. Da sempre accreditato vicino alla Lega, il giornalista entra nella squadra dei dirigenti Mediaset, come condirettore a Videonews (anche se potrebbe essere creata per lui una direzione ad hoc) e lo aspetta una prima serata su Rete4. Programmazione alla mano, c’è un discreto affollamento: Nicola Porro il lunedì, Bianca Berlinguer il martedì, Tommaso Labate il mercoledì, Paolo De Debbio il giovedì, il venerdì Gianluigi Nuzzi, la domenica Mario Giordano. Bisognerà capire se fare una staffetta o spostare qualcuno. Per Infante contratto a tempo indeterminato, offerta economica — pare — che non si può rifiutare.
Il nodo con la Rai, a parte qual…
Con una doppia nota, quella della Rai che formalizza le sue dimissioni (con gli auguri di rito «per il prosieguo del proprio percorso professionale»), e quella di Mediaset che annuncia il suo arrivo a Cologno Monzese, Milo Infante lascia il servizio pubblico, dove ha lavorato per oltre venti anni. Il divorzio era nell’aria, ieri la conferma ufficiale. Da sempre accreditato vicino alla Lega, il giornalista entra nella squadra dei dirigenti Mediaset, come condirettore a Videonews (anche se potrebbe essere creata per lui una direzione ad hoc) e lo aspetta una prima serata su Rete4. Programmazione alla mano, c’è un discreto affollamento: Nicola Porro il lunedì, Bianca Berlinguer il martedì, Tommaso Labate il mercoledì, Paolo De Debbio il giovedì, il venerdì Gianluigi Nuzzi, la domenica Mario Giordano. Bisognerà capire se fare una staffetta o spostare qualcuno. Per Infante contratto a tempo indeterminato, offerta economica — pare — che non si può rifiutare.
Il nodo con la Rai, a parte qualche dissapore legato alla scarsa valorizzazione, sembra fosse legato al tetto dei 240 mila euro. Avrebbe trattato per avere la qualifica di direttore, richiesta giudicata impraticabile dalla Rai anche per la policy aziendale che vieta ai direttori la conduzione di programmi.
Il suo Ore 14, con cui indagava i grandi fatti cronaca nera su Rai2 (negli ultimi tempi concentrandosi su Garlasco), sia nell’edizione pomeridiana che di sera, aveva assicurato buoni ascolti alla seconda rete. Ora riparte da Cologno Monzese, dove punteranno su di lui, dietro le quinte e come volto di Rete4. E non si può escludere che possa sperimentare una seconda serata di approfondimento su Canale 5, progetto, in questi anni, più volte annunciato, mai realizzato. «Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi», si legge nella nota.
«Per me è un punto di arrivo», commenta il giornalista. «Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee». Lo stile felpato di Infante, classe 1968, deve aver convinto Berlusconi, che, si è capito, punta sull’informazione a 360 gradi. Il crime in tv — in tutte le declinazioni — ormai è un genere a sé, ha conquistato un pubblico fedele. Visti i numeri, il modello di Ore 14 deve essere sembrato ideale per rafforzare l’offerta. Il futuro è da scrivere, ma per ora, non ci sarà un affaccio di Infante nel pomeriggio.
Il futuro è tutto da scrivere soprattutto in Rai, dove il buco da colmare è una voragine, per di più alla vigilia della presentazione dei palinsesti ad Ancona il 3 luglio. L’obiettivo è non perdere pubblico nella fascia oraria del primo pomeriggio (divisa tra Direzione Approfondimento e Intrattenimento), in cui casalinghe esauste e spettatori curiosi, sono finiti per diventare massimi esperti di “ignoto 1”, “ignoto 2”, luminol. «È ancora troppo presto per capire cosa succederà», ripetono come un mantra gli interlocutori. La Rai sta valutando se mantenere Ore 14 o stravolgere l’offerta, puntando sull’intrattenimento più leggero che però andrebbe a sbattere con l’offerta di Rai1. Per la cronaca nera c’è chi azzarda nomi di conduttori legati all’azienda, spuntano i nomi di Salvo Sottile e Tiberio Timperi; ma c’è chi pensa che si potrebbe lanciare nel crime qualche giornalista dei tg.
"I direttori editoriali stanno valutando adesso come sostituire Milo Infante a cui faccio gli auguri per la prosecuzione della sua carriera professionale, anche perché mi lega a Milo un rapporto anche di amicizia, considerando che Ore 14 nasce in un contesto in cui abbiamo collaborato alla riuscita della trasmissione - ha poi detto questa mattina l'ad della Rai, Giampaolo Rossi, a margine della conferenza stampa di presentazione della XVIII edizione del Premio Biagio Agnes - "Le strutture editoriali stanno ovviamente decidendo perché chiaramente siamo a ridosso della presentazione dei palinsesti. Siamo in una fase storica in cui il mercato è molto aperto, Rai ha acquisito tanti talent negli ultimi anni, ne ha persi anche alcuni. Fa parte di un mercato che è molto forte", ma "alla fine la Rai rimane il luogo che riesce ad esprimere il maggior numero di talent su tutti i generi televisivi d'Italia. Da questo punto di vista continuiamo ad essere il maggior polo d'attrazione, anche quando i talent se ne vanno", conclude Rossi.