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La rivincita delle bionde, il prequel è una serie. Lexi Minetree: “Gli stereotipi? Esistono ancora”

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A venticinque anni dal film con Reese Witherspoon arriva il prequel in 8 episodi su Prime Video. La giovane protagonista racconta come si è conquistata il ruolo di Elle Woods e perché quella storia è ancora attuale
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Venticinque anni fa usciva nelle sale Legally blonde, tradotto in italiano La rivincita delle bionde. Una commedia universitaria con protagonista una giovane e tutto sommato ancora sconosciuta Reese Witherspoon nel ruolo di Elle Woods che diventa nel giro di poche settimane un film culto. Costato 18 milioni di dollari ha finito per incassarne 142, il film inaspettatamente salvò le casse della MGM, studio che all'epoca attraversava un periodo di difficoltà. Ma soprattutto La rivincita delle bionde è diventato un film culto, che giocando e ribaltando lo stereotipo della bionda superficiale e viziata ha sdoganato e ispirato più di una generazione di ragazze.

Lexi Minetree è la nuova Elle Woods: "Ci ha insegnato ad avere fiducia negli altri e in sé stessi"


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Venticinque anni fa usciva nelle sale Legally blonde, tradotto in italiano La rivincita delle bionde. Una commedia universitaria con protagonista una giovane e tutto sommato ancora sconosciuta Reese Witherspoon nel ruolo di Elle Woods che diventa nel giro di poche settimane un film culto. Costato 18 milioni di dollari ha finito per incassarne 142, il film inaspettatamente salvò le casse della MGM, studio che all'epoca attraversava un periodo di difficoltà. Ma soprattutto La rivincita delle bionde è diventato un film culto, che giocando e ribaltando lo stereotipo della bionda superficiale e viziata ha sdoganato e ispirato più di una generazione di ragazze.

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Elle, la serie che riporta la bionda di Reese Witherspoon sugli schermi

Venticinque anni dopo il prequel in forma seriale, 8 episodi, è ora su Prime Video. Reese Witherspoon ne è la produttrice esecutiva e Lexi Minetree – 25 anni, bionda “non naturale” (è diventata platino per scherzo qualche mese prima) e qualche thriller alle spalle – ne è la protagonista. Dopo aver sconfitto cinquemila aspiranti Elle e attraversato un processo di selezione durato otto mesi. La incontriamo su Zoom all’indomani della première londinese.

Tutto è iniziato con un selftape. Ci racconta come è andata?

"Mi avevano chiesto di realizzare due video per il provino, uno in cui dovevo semplicemente dire il mio nome, la mia età e far vedere il mio viso e un altro – in trenta secondi – in cui dovevo spiegare perché sarei stata una buona Elle Woods. Immediatamente mi è venuta questa idea di ricreare il video che Elle manda a Harvard e ho pensato anche che magari la produzione l’avrebbe trovato un po’ assurdo, un po’ troppo. Mi sono però anche detta che quando hai un’idea così forte devi anche fidarti del tuo istinto. Credo che se tu sei entusiasta di qualcosa anche gli altri lo saranno. Così mi sono messa al lavoro: ho chiesto a mia mamma di filmarmi, ho comprato un bikini rosa scintillante, ho scritto la sceneggiatura e ho montato il video. Non sapevo se alla fine qualcuno lo avrebbe veramente visto ma ho pensato che magari sarebbe loro piaciuto”.

Il film ribaltava il pregiudizio nei confronti delle ragazze bionde e carine. Crede che nel 2026 esistano ancora questo tipo di stereotipi?

"Credo che gli stereotipi esistano. Tendiamo a giudicare le persone dalle apparenze. D’altronde fa parte della natura umana vedere qualcuno e immediatamente mettergli un’etichetta a prescindere da chi sei. Quello che il film fa, ed è la ragione per cui molte persone di ogni tipo di provenienza si sono riconosciute nella storia, è dovuto al fatto che esistono queste forme di pregiudizio. Il film non credo che parli soltanto dell’essere bionde alla Elle Woods, riguarda tutte le persone che in qualche modo si sono sentite sottovalutate. Perché nessuno di noi è soltanto una cosa, siamo fatti di aspetti diversi, c’è il nostro aspetto fisico, l’ambiente da cui viviamo e tutti cerchiamo di rompere la bolla nella quale il mondo ci ha messo. Però quello che Elle Woods ci insegna è che noi possiamo superare le nostre stesse aspettative e ispirare gli altri”.

Che consigli le ha dato Reese Witherspoon?

"È stata sempre molto carina con me. Veniva sul set, controllava che mi prendessi cura di me, bevessi abbastanza acqua, dormissi abbastanza. E la risposta era sempre no… Comunque ho apprezzato veramente tutto il tempo che ha impiegato nel nostro show. Perché è lei che l’ha reso iconico e ha fatto sì che tantissime ragazze prendessero fiducia in se stesse e pensassero di iscriversi alla facoltà di legge. È bello che abbia pensato di mettere in piedi questa serie per una nuova generazione di donne e anche per quelle che appartengono alla sua di generazione”.

La serie è ambientata negli anni Novanta, lei è nata nel 2001. Quale aspetto di quell’epoca l’ha stupita di più?

"Probabilmente i telefoni cellulari. Non avevo mai riflettuto su come siano cambiati in questi venticinque anni. C’erano telefoni veramente diversi rispetto a quelli di oggi: i cellulari con l’antenna, i cordless, i telefoni nelle macchine e poi i cercapersone… Che sono i cercapersone? Veramente c’era un’incredibile varietà di telefoni a quell’epoca”.

Secondo lei qual è la lezione di Elle Woods che vale ancora oggi?

"Io credo che la lezione sia sempre quella che chiude il film. Bisogna sempre avere fiducia nelle persone e soprattutto avere fiducia in se stessi”.

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