Spettacoli

Simona Ventura: “Io e Mara Venier siamo l’usato sicuro: in tv vorrei vedere anche nuovi volti”

Simona Ventura: “Io e Mara Venier siamo l’usato sicuro: in tv vorrei vedere anche nuovi volti”

Quaranta anni di carriera, il prossimo impegno in “R.I.P. – Roast in peace” condotta da Michela Giraud

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«Accetti quello che ti dicono, è stata durissima però ho vissuto una boccata di aria fresca: il politicamente scorretto è la rivoluzione. Ci vuole autoironia all’ennesima potenza». Simona Ventura, modestamente ce l’ha. Ce ne vuole parecchia per assistere alla propria orazione funebre e sorridere a tutte le cattiverie: «È piena di botox e filler», «Con il suo inglese agghiacciante e i modi da turista russa in Vaticano, ha messo in imbarazzo pure David Bowie». La “defunta” è lì presente, come sanno gli appassionati del comedy show R.I.P. - Roast in peace, condotto da Michela Giraud, la seconda stagione dal 18 settembre su Prime Video. Tailleur pantaloni di pizzo bianco, incastonata in una cornice di fiori, Ventura, quaranta anni di carriera, ascolta e ride.

Quindi che effetto fa?

«Essere stata morta per un po’, è un bell’effetto. Il contesto è molto divertente, sono tornata la iena che sono sempre stata».

Però ha le ali.

«Posso pure andare in paradiso, decide l’Essere superiore. Niente è stato facile nella mia carriera, i comici ci sono andati giù pesanti».

Cosa la offesa?

«Niente. Sono rimasta un po’ un po’ delusa quando insistevano sulla chirurgia estetica, perché è la cosa più facile. Insomma, per chi fa televisione e comunicazione, ci sta; non sarò la prima né l’ultima. Per il resto (ride), tutto vero. Sapevo che avrebbero esplorato ogni meandro».

Anche il sesso con il suo primo marito Stefano Bettarini e i tradimenti.

«Sono 22 anni che non è più affar mio. Con Giovanni (Terzi) non mi manca niente».

Cosa la fa ridere in tv?

«La Gialappa’s, sempre. Anche con R.I.P. ridi in assoluta libertà: non è l’autoironia fine a sé stessa, ti massacrano e ci devi stare. Giraud è strepitosa, e abbiamo baccagliato».

Che pensa della scelta di Selvaggia Lucarelli come conduttrice dell’ “Isola dei famosi”?

«Sarà una cosa tutta nuova per me e per i cultori dell’Isola, l’anno scorso condotta egregiamente da Veronica Gentili. Cambierà davvero tutto, sarà un racconto filmato. Non la ritengo la ventesima edizione, ma uno spin off moderno. Sono un po’ old style, ancora legata ai collegamenti».

Come sta cambiando la televisione?

«La generalista in Italia è più viva che mai. Parliamoci chiaro, è pieno di persone sole, peraltro anziane, e la tv fa compagnia. I miei genitori sono in montagna, ma guardano la tv. Io sto seguendo i Mondiali di calcio. Non sono d’accordo con chi dice che sia alla frutta. Certo, i giovani hanno un altro modo di fruirla: questo è il progresso».

Lei com’è cambiata?

«Sono una persona serena, felice, piena di progetti, come l’impresa culturale Ventura Academy. Abbiamo vinto un bando alla Fabbrica del vapore, sarà un palcoscenico per i giovani. È bello sostenere il talento».

Ha sempre paura di annoiarsi?

«Sempre, anche alla mia tenera età. Mi guardo intorno, osservo e cerco spunti. Ma adesso devi avere paura, anche a ridere».

In tv devi esserci comunque o ogni tanto bisogna sparire?

«Io sparisco. Grazie a Dio ho fatto tutto quello che potevo fare, non ho bisogno di avere continue conferme. Poi non è nel mio carattere. Nel 2027 saranno 40 anni di carriera, ho alle spalle 85 programmi. Non ho l’angoscia di niente e non ho rimpianti».

Ha condotto anche un Festival di Sanremo, come lo ricorda?

«L’ho fatto talmente in fretta, che non mi sono potuta preparare all’idea. Ho preso un treno, era il 2004: sono passati 22 anni e so che non sarebbe più passato. I treni vanno presi, anche se possono portarti in luoghi sconosciuti».

Come vede Stefano De Martino a Sanremo?

«Da Dio. Si prepara, è in gamba. Bisogna solo non fargli venire l’ansia da prestazione e non fargli sentire la pressione, la stessa dei calciatori giovani che hanno successo. Come diceva il grande Funari: “Lasciatelo lavorare”. Non è facile venire dopo Amadeus e Carlo Conti, il Festival è una macchina complessa. Farà bene. Però vorrei che anche le ragazze avessero l’opportunità di dimostrare la propria bravura. Invece ci siamo sempre noi, l’usato sicuro».

Mara Venier farà ancora “Domenica in”.

«Beh ma è coraggiosissima, eroica: quello è il suo vestito. Ci godiamo ancora la sua domenica pomeriggio, fa le interviste più belle. Tutti possono fare i conduttori quando c’è il gobbo, basta leggere. Mara è una bomba: quando parla è coinvolgente».

Che pensa dei palinsesti fotocopia della Rai?

«Sono fuori da un anno, però la Rai è la tv degli italiani e alla fine ce la fa sempre. Ora mi dirà: tante polemiche, poche idee. Quello che succede nel Paese ha una proiezione sulla Rai. Ho sempre pensato che i tempi di crisi, per qualunque azienda, possano anche offrire opportunità».

Non le pare che sia diventata Telemeloni?

«No, non è così. Ogni governo che arriva non invade, prende possesso della Rai. Questa non è Telemeloni, ogni volta diventa Telequi o Telelà».

Rai3 sta sparendo.

«Guardi, io sono solo tanto dispiaciuta che Federica Sciarelli abbia deciso di lasciare, vedevo Chi l’ha visto?, sono una grande fan».

La vita privata come va?

«Con Giovanni abbiamo festeggiato due anni di matrimonio, stiamo insieme da otto, è un uomo straordinario, perbene, protettivo. Torniamo insieme dal 31 luglio a Rimini nel giardino del Grand Hotel per i nostri incontri che avranno come tema Legami di cuore - L’amore tra generazioni. Abbiamo la televisione lo streaming, ci saranno 40 ospiti, sono tutti felici di venire».

Le piace intervistare?

«Sono curiosa delle vite degli altri, ascolto. Sono me stessa, e non voglio annoiare nessuno anche perché, quando mi annoio io, si vede. Si capisce cosa penso».

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