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Imperdibili: “Un altro Ferragosto”, per Ferilli & Co. Ventotene non è la stessa

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Il film diretto da Paolo Virzì (2024), seguito ideale di “Ferie d’agosto”, va in onda su Rai Movie alle 21.10
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L’isola è la stessa, ma è cambiato tutto, per primi i protagonisti. Sono passati trent’anni dalle ferie d’agosto del giornalista Sandro Molino (Silvio Orlando), che combatteva con i vicini “barbari”, i berlusconiani Mazzalupi. Sono ancora qui; anche se la polarizzazione resta, tutto si è un po’ mescolato.

Non a caso, Paolo Virzì inizia a raccontare questa vacanza sul luogo del delitto, Un altro Ferragosto, su Rai Movie alle 21.10, con l’audio dei dialoghi di Ferie d’agosto, di cui è il seguito ideale, compresa quella battuta sulla sinistra: “Non ce state a capì più un cazzo, ma da mo’”.

Ruggero e Marcello, e i loro formidabili interpreti, Ennio Fantastichini e Piero Natoli, non ci sono più. Ritroviamo Laura M…

L’isola è la stessa, ma è cambiato tutto, per primi i protagonisti. Sono passati trent’anni dalle ferie d’agosto del giornalista Sandro Molino (Silvio Orlando), che combatteva con i vicini “barbari”, i berlusconiani Mazzalupi. Sono ancora qui; anche se la polarizzazione resta, tutto si è un po’ mescolato.

Non a caso, Paolo Virzì inizia a raccontare questa vacanza sul luogo del delitto, Un altro Ferragosto, su Rai Movie alle 21.10, con l’audio dei dialoghi di Ferie d’agosto, di cui è il seguito ideale, compresa quella battuta sulla sinistra: “Non ce state a capì più un cazzo, ma da mo’”.

Ruggero e Marcello, e i loro formidabili interpreti, Ennio Fantastichini e Piero Natoli, non ci sono più. Ritroviamo Laura Morante, Paola Tiziana Cruciani, Sabrina Ferilli, Gigio Alberti. A capo della famiglia Mazzalupi, c’è Christian De Sica. Il giovane Altiero Molino (Andrea Carpenzano), figlio di Sandro, è un imprenditore digitale e si è sposato con un fotomodello. Porta sull’isola il padre, molto malato, che continua a riflettere sulla politica: «Se la parola fascismo sta bene, la parola democrazia non sta benissimo».

C’è malinconia, cinismo, e la consapevolezza del disastro, espressa perfettamente da Daniela (Emanuela Fanelli), pessimista, delusa. Il suo monologo, amarissimo, dopo la scena della proiezione in piazza, diventò virale: «Questo film ci dice una cosa fondamentale, che la vita è una merda; il protagonista si impegna, insiste ma è tutto inutile. Questo film è bello perché dice la verità, finalmente: la gente fa schifo. Sto caldo ce l’ha mandato Gesù Cristo per sterminarci. Stamo a mori’ e annamo in giro a salvare le balene. Ma chi se le incula le balene. È finita. Nessuno vuole bene a nessuno, dovemo mori’ tutti. Se lo meritamo».

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