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Da Temptation Island a Mancini, le donne nelle relazioni tossiche da prima serata

Il commento / La metafora del ct sul ritorno in Nazionale e il boom di ascolti del programma Mediaset raccontano un Paese che trasforma le relazioni tossiche in spettacolo
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La Nazionale di calcio come la donna della tua vita, è il grande amore, puoi pure riempirla di corna ma tanto lei poi ti perdona e tu ritorni. Grosso modo è il senso della bizzarra metafora con cui il neo cittì Mancini “usato garantito” (l’amata già cornificata è nientemeno che l’Italia intera, quella del calcio che abbraccia pure quell’altra) ha chiesto perdono per la vecchia fuga d’interesse negli Emirati: pentimento, rose rosse per te/ho comprato staseraaa, sipario. Curioso che la frase di Mancini sia cascata come una pera nello stesso giorno di Temptation Island ultimo atto, quello in cui si è scoperto che fine hanno fatto le coppie tra tentatori, tentatrici e falò. Ma cos’è questo amore? E non sarà mica un amore tossico?

Perché si parla tanto di educazione all’affettività, e allora forse si potrebbe mostrare il mostruoso programma ai ragazzi delle scuole, massì, perché possano nel caso capire e farsi un’idea del co…

La Nazionale di calcio come la donna della tua vita, è il grande amore, puoi pure riempirla di corna ma tanto lei poi ti perdona e tu ritorni. Grosso modo è il senso della bizzarra metafora con cui il neo cittì Mancini “usato garantito” (l’amata già cornificata è nientemeno che l’Italia intera, quella del calcio che abbraccia pure quell’altra) ha chiesto perdono per la vecchia fuga d’interesse negli Emirati: pentimento, rose rosse per te/ho comprato staseraaa, sipario. Curioso che la frase di Mancini sia cascata come una pera nello stesso giorno di Temptation Island ultimo atto, quello in cui si è scoperto che fine hanno fatto le coppie tra tentatori, tentatrici e falò. Ma cos’è questo amore? E non sarà mica un amore tossico?

Perché si parla tanto di educazione all’affettività, e allora forse si potrebbe mostrare il mostruoso programma ai ragazzi delle scuole, massì, perché possano nel caso capire e farsi un’idea del come non si fa a voler bene. Intanto, rivalutiamo subito l’Ottocento: rispetto a queste coppie per lo più coatte, con enormi difficoltà non solo nell’amare (cavoli loro) ma nell’esprimersi in un italiano accettabile, Anna Karenina e la signora Bovary erano modernissime, meravigliose. Persino l’orrido Vronskij ne esce bene al confronto con questi soggetti che bloccano la chat su Whatsapp e pretendono di leggere i messaggi di lei/lui dell’ultimo mese. Andando ancora più indietro nel tempo (i classici sono sempre la soluzione), i cari Otello e Desdemona rappresentano un luminoso esempio di coppia aperta. Perché da gelosia, bugie, corna e finzioni non si scappa. Ce lo meritiamo? Forse sì, dal momento che l’ultima puntata di Cornificatori & Cornificate (e viceversa, naturalmente) è stata vista da 4.247.000 spettatori, con uno share del 35,5 per cento: Pier Silvio Berlusconi e Maria de Filippi gongolano, e quando due soggetti del genere gongolano vuol dire che Houston abbiamo un problema.

E allora, siamo ottocenteschi e ce ne vantiamo, se sottovoce ci chiediamo: amare è questo? E’ mettere in piazza il peggio che siamo, le menzogne di cui siamo composti (siamo fatti non della materia dei sogni, ma delle balle che raccontiamo)? Poi, certo, lo sappiamo che è tutta una montatura trash, e certe divertenti porcate si guardano per surfare sull’onda dei social, onda che quasi sempre si alza non dagli oceani ma dalle fogne. L’orrore che fa spettacolo è, appunto, spettacolare, però un sacco di gente ci crede, ed è la stessa ipnotizzata dalla tivù del dolore, dalle storie di morte, miseria e fragilità messe in piazza da mattina a sera, pornografia della debolezza per lanciare pubblicità e farsi guardare, tra bambini morti e nonni rimbecilliti. Un peep show nazionale, un po’ come la Nazionale di Mancini. A proposito: l’anno prossimo, sull’isola dei tentatori portate lui: se lo pagate bene verrà senz’altro, e poi ci parlerà della donna della sua vita.

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