✕

“Slow horses”, Gary Oldman: “Le nostre spie? Ex alcolisti con divorzi e mutui, altro che James Bond”

Ascolta l'audio

Da oggi la sesta stagione dai romanzi di Mick Herron, già confermate la settima e l’ottava. Nella notte degli Emmy vinta la statuetta per la miglior regia della quinta stagione
2 minuti di lettura

“Sai mica come mai i miei agenti continuano a morire come mosche?”. Jackson Lamb è tornato con i suoi agenti nello scantinato, con le sue spie perdenti, alcolizzate e disadattate (Losers, misfits and boozers canta nella sigla Mick Jagger, grande fan dei romanzi), con una nuova avventura. La sesta stagione di Slow horses, la serie Apple tv che ha appena vinto un Emmy la scorsa notte per la regia, è arrivata sulla piattaforma e sono già state confermate anche la settima e ottava stagione.


Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui


Gary Oldman: "Ormai sono come Jackson Lamb. Però non puzzo"

Gary Oldmancontinua ad incarnare Lamb con dedizione e aderenza totale al personaggio al punto che confessa: "Ormai Lamb è nel retro della mia mente, posso diventare lui in qualunque momento, è entrato nel mio dna” e lo costri…

“Sai mica come mai i miei agenti continuano a morire come mosche?”. Jackson Lamb è tornato con i suoi agenti nello scantinato, con le sue spie perdenti, alcolizzate e disadattate (Losers, misfits and boozers canta nella sigla Mick Jagger, grande fan dei romanzi), con una nuova avventura. La sesta stagione di Slow horses, la serie Apple tv che ha appena vinto un Emmy la scorsa notte per la regia, è arrivata sulla piattaforma e sono già state confermate anche la settima e ottava stagione.


Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui


Gary Oldman: "Ormai sono come Jackson Lamb. Però non puzzo"

Gary Oldmancontinua ad incarnare Lamb con dedizione e aderenza totale al personaggio al punto che confessa: "Ormai Lamb è nel retro della mia mente, posso diventare lui in qualunque momento, è entrato nel mio dna” e lo costringono a chiarire: “Jackson non ha filtri, è estremamente diretto con le persone, mentre io evito i conflitti. Forse da giovane mi piaceva un po' la vita movimentata o qualche eccesso, ma ormai la vita è troppo breve. Non voglio che che le persone si sentano a disagio con me e non scorreggio dal 1971. A Kristin (Scott Thomas ndr) chiedono sempre se puzzo… Non puzzo, giusto un po’ di fumo e di gel per capelli”. Con Kristin Scott Thomas la chimica è perfetta. Dopo che sono stati marito e moglie nel film da Oscar L'ora più buia in cui Oldman era Winston Churchill, i due attori inglesi si giocano una bellissima partita a tennis, Lamb è l’emarginato e Diana Taverner, a capo del MI6, è al cento del gioco ma in fondo nessuno dei due può fare a meno dell’altro. L’incontro nel cortile di casa di Taverner nel primo episodio è un esempio di scrittura (il romanzo di riferimento è Joe Country adattato da Gaby Chiappe) e di alta recitazione. “Che cosa ci fai...” dice Taverner. “Che cosa ci fai – la interrompe Lamb – nel mio giardino. E poi dici ‘no questo è il mio giardino e poi da lì andiamo a braccio….”

Slow Horses 6, le spie di Gary Oldman in fuga

La sesta stagione vede gli Slow Horses in fuga mentre Diana Taverner li coinvolge tutti in un gioco di ritorsioni e vendette dalla posta in gioco fatalmente alta. “Nella sesta stagione, Slough House è passata dall'essere una sorta di tranquillo "deposito" per reietti a trovarsi al centro dell'azione, in una dinamica più pericolosa". Tra le novità della nuova stagione – con il primo episodio dei sei totali, seguito da un episodio a settimana fino al 21 ottobre – ci sono diversi ritorni, tra cui quello, attesissimo, di Sidonie "Sid" Baker, interpretata da Olivia Cooke, che si credeva morta nella prima stagione e del “villain” Frank Harkness, ovvero Hugo Weaving, mentre River Cartwright (Jack Lowden) deve elaborare il lutto per la morte del suo affezionato nonno, interpretato da Jonathan Pryce.

Definita la serie "da guardare all’infinito", "emozionante" e "avvincente", con due stagioni che hanno ottenuto un raro punteggio perfetto del 100% da parte della critica e la quarta stagione acclamata come la serie numero uno del 2024 su Rotten Tomatoes, Slow horses sembra che durerà per sempre. Herron continua a scrivere romanzi e Oldman ha dichiarato che volentieri continuerà ad interpretarlo fino alla pensione. Ma perché gli spettatori continuano a decretare il successo della storia?

Risponde Oldman: “Tutti noi siamo affascinati dalle spie e dai segreti ma questo mondo, il nostro mondo, ha ribaltato l’idea alla James Bond fatta di giochi al casino, cocktail Martini e Aston Martin e ha messo al centro persone con cui gli spettatori possono identificarsi. La spia non è più in un mondo irraggiungibile, non è più un supereroe, è invece un ex alcolista, ha un mutuo da pagare, sta nel mezzo di un divorzio doloroso. I protagonisti di Slow horses sono spie ma appartengono a un mondo che comprendiamo, che possiamo toccare con mano. Questo ha portato il pubblico che investe tempo e energia in personaggi come quelli di Silo o Shrinking investi un po’ di te con questi personaggi poi aspetti che tornino”. Poi Oldman conclude: “Abbiamo cercato di fare in modo che tornassero personaggi che avevano lasciato la serie, abbiamo tenuto alta la qualità della serie partendo da qualcosa di molto buono che sono i libri. È deludente quando investi in uno show che poi deraglia, io penso che il fatto che noi stiamo andiamo avanti è grazie a questo controllo qualità”.

Leggi i commenti