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Rai, da oggi c’è “Italiana” la rete delle polemiche

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Un palinsesto in nome dell’identità nazionale per il canale che cancella quello dedicato alla Scuola. Oltre 150mila i “no” sul web e le proteste di Pd e M5S
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Quando il canale Italiana era stato annunciato ai palinsesti Rai, a luglio, ad Ancona, erano nate le prime polemiche: si sentiva il bisogno di un canale sovranista? «Nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale», aveva spiegato l’ad della Rai Giampaolo Rossi, «nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna». Seguì una interrogazione parlamentare dem, e protestò anche il M5s. Da oggi è realtà, presentato con italico orgoglio da Angelo Mellone, direttore dell’Intrattenimento day time Rai, al Prix Italia che si svolge a L’Aquila. «Se per sovranista si intende la sovranità narrativa, ovvero il servizio pubblico che racconta l’identità nazionale, allora lo è».

Alle polemiche dopo l’annuncio che Rai Scuola sarebbe sparita per lasciare il posto a Italiana (canale 57 del digitale terrestre), erano seguite varie iniziative. La petizione su Change.org ha raccolto 153mila 191 firme; e si era mobilitata anche l’A…

Quando il canale Italiana era stato annunciato ai palinsesti Rai, a luglio, ad Ancona, erano nate le prime polemiche: si sentiva il bisogno di un canale sovranista? «Nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale», aveva spiegato l’ad della Rai Giampaolo Rossi, «nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna». Seguì una interrogazione parlamentare dem, e protestò anche il M5s. Da oggi è realtà, presentato con italico orgoglio da Angelo Mellone, direttore dell’Intrattenimento day time Rai, al Prix Italia che si svolge a L’Aquila. «Se per sovranista si intende la sovranità narrativa, ovvero il servizio pubblico che racconta l’identità nazionale, allora lo è».

Alle polemiche dopo l’annuncio che Rai Scuola sarebbe sparita per lasciare il posto a Italiana (canale 57 del digitale terrestre), erano seguite varie iniziative. La petizione su Change.org ha raccolto 153mila 191 firme; e si era mobilitata anche l’Aiart: «Vogliono chiudere l’unico canale che durante la pandemia è stato l’aula digitale per milioni di studenti. Cancellano cultura, lezioni, scienza e programmi in lingua inglese per i nostri figli per sostituirli con enogastronomia e artigianato. Un canale con lo 0,10% di share per loro è uno “spreco”. Per noi è servizio pubblico. È il futuro. La cultura di un paese civile non si svende».

Mellone promuove coste e gastronomia: «Italiana mette insieme quello che c’è già, ovvero l’enorme patrimonio della Rai. L’obiettivo è dare un ordine mettendo insieme storia dell’arte, enogastronomia, montagna, sentieri, monasteri, viaggi per mare e per coste, biodiversità, musica popolare, dialetti, il folk».

Tutto bellissimo, nessun faro acceso sulle criticità dei territori, per carità. «Non faremo inchieste — sottolinea il direttore — ci sono altri programmi e canali per questo. Noi abbiamo il compito di raccontare la bellezza del Paese, un Paese con un’identità costitutivamente multirazziale». Tanto per mettere le mani avanti e rispondere ad altre critiche preventive. È sovranismo inclusivo.

La parola magica è sempre “giovani”, da attirare sul canale, (RaiPlay propone l’offerta di Italiana in streaming) con tutti i mezzi. «Una strategia di penetrazione social fatta sulle nuove piattaforme, con linguaggi nuovi, dicendo ai giovani che c’è un canale che ti può mettere in viaggio con la memoria e con la fantasia — spiega Mellone — Puoi raccontare l’Italia in mille modi diversi, scalando una montagna, andando in un monastero, viaggiando per i borghi o raccontando il made in Italy».

«Vogliamo promuovere il made in Italy nel mondo — aggiunge Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione Rai — in modo che questa esperienza sia a vantaggio anche di chi non conosce il nostro territorio. Nel tempo verranno prodotte narrazioni che abbiano caratteristiche adatte a un racconto internazionale». Non ha dubbi: «Italiana era indispensabile. Ci serviva proprio, nessun canale ha un’offerta così specializzata». Ci sarebbe qualcosa da dire, visti i tour mare e monti/piatti tipici/feste e sagre, in onda come se non ci fosse un domani.

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