Massimo Ghini a Ballando: “In questa fase ce l’ho con tutti, è il momento di fare una cosa diversa”
di Silvia FumarolaROMA – Massimo Ghini, oltre cento film, teatro, serie tv di successo, 72 anni il 12 ottobre, sarà in pista a Ballando con le stelle.
Come le è venuto in mente?
«Un’altra domanda?».
Non è difficile rispondere.
«Le posso dire la verità? Sono 21 anni che Milly mi chiede di partecipare».
Onore alla tenacia.
«Mi ha detto “mio marito mi ha fatto meno corte rispetto a quella che ti ho fatto, io per averti qui”. Ero venuto “ballerino per una notte”, per fare contente le mie figlie».
Stavolta scelta netta: in gara.
«In questo periodo, sono sincero, ce l’ho un po’ con tutti: cinema, teatro, è diventato tutto cosi sciamannato. A un certo punto mi sono detto: sai che c’è? È il momento giusto, faccio una cosa completamente diversa».
Quindi balla, vai col tango.
«Sì, sono qui e ballo. Ma mica mi gioco la carriera. Ore in sala prove, mi sto allenando, che fa pure bene. È divertente. Finora posso dare solo un giudizio positivo. Poi non ho nessuna ansia di dover vincere».
Si è consultato con Barbareschi?
«Ma no. Ho fatto tante commedie musicali al Sistina, ho ballato con Gino Landi, roba più specifica. Mi mancava solo qualche motivazione, l’ho trovata».
Lei e Eugenio Finardi, 74 anni, siete i veterani. Vi confrontate?
«Hai poche possibilità di fare conversazione, ognuno sta in uno studio che prova. Però sì, l’ho visto e gli ho cantato Musica ribelle. Me la ricordo bene, c’ero, un grande successo. Abbiamo chiacchierato. Questi primi giorni, un po’ per tutti, servono per ambientarci».
I suoi figli che dicono?
«Son qui per loro: le mie figlie aspettano il debutto. Camilla sta girando il suo primo film da protagonista. Per loro è come se fossi candidato all’Oscar».
Nessuno ha storto il naso, le ha detto: papà, che stai facendo?
(Ride) «No. Ma mia moglie Paola, che è costumista ma prima ballava, ha studiato danza, mi giudicherà. Le ho fatto vedere una piccola registrazione, e già scuoteva la testa: “No, questo è sbagliato, non devi fare così”. Speriamo bene».